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Dettagliato diario on the road
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30 Luglio 2001 - CANYON DE CHELLY - KAYENTA La nottata è trascorsa tranquillamente: faceva parecchio caldo ma una fresca brezza ha reso sopportabile la temperatura e piacevole il sonno; per quanto riguarda tutte le nostre cose, sono al loro posto ( i ladruncoli ci hanno risparmiato ! ).

Il tempo questa mattina è decisamente brutto ed osservando il cielo non notiamo possibilità di schiarite. Togliamo le tende e sgonfiamo i materassini…si parte.

La nostra meta di oggi è Kayenta, ovvero Monument Valley.

Prima, però, visitiamo il Canyon de la Muerte situato a nord di quello di Chelly. Terminato il giro dei vari punti di osservazione, visitati a turno per timore di eventuali furti, puntiamo verso il confine dello stato – la Monument Valley si estende su una vasta area fra Arizona e Utah -.

Dopo alcuni chilometri di marcia, assistiamo ad un spettacolare incidente stradale ( ad una decina di metri davanti a noi ! ) che ci costringe a fermarci; la prima impressione fu quella che qualche svitato, magari ubriaco, simulasse delle acrobazie di rally.

In realtà scopriamo che alla guida dell’auto, alla quale è scoppiato il pneumatico, c’è una donna indiana con figlioletto. Decidiamo di fermarci per aiutare i malcapitati: la donna è sotto shock e noi ragazze cerchiamo di dare un po’ di conforto; i ragazzi, invece, si prodigano per sostituire la ruota, viste le condizioni pietose della macchina è già molto che ci sia il rodino di scorta.

Al termine dei “lavori” veniamo tutti abbracciati, baciati e ringraziati quasi alle lacrime: aiutare il prossimo in difficoltà, ti fa sentire proprio bene. Nonostante le nostre raccomandazioni di guidare piano, la donna parte a tutta velocità; magari il suo appellativo Navajo era: SAETTA SCATTANTE ??? Non lo sapremo mai…

Dopo alcune ore di viaggio arriviamo a Kayenta e decidiamo di fermarci per pranzo in una Cafeteria. Il locale è simpatico ed ha la caratteristica forma di Hogan: la caratteristica tenda indiana. Qui mangiamo decisamente piccante con del cibo messicano (!) e beviamo analcolico.

Alla richiesta di una birra, infatti, la cameriera ci da un’occhiata di traverso e, quasi irritata, ci ricorda che nelle Riserve indiane l’alcool è proibito. Qualcuno mi può spiegare allora come mai i lati delle strade in queste zone sono delle pattumiere a cielo aperto costituite esclusivamente da bottiglie di birra vuote ? Visto il numero di alcolisti fra la popolazione Navajo, forse dovrebbero cambiare il sistema e le leggi …

Mancano una trentina di chilometri all’ingresso della Monument Valley, così prendiamo la 163 e poco dopo il confine con lo Utah entriamo nell’immensa Valle dei Monumenti. Anche qui la gestione è in mano ai Navajo ( si vede soprattutto dalla cartina che ci consegnano ) ed inoltre non accettano il National Park Pass, così dobbiamo pagare l’ingresso.

E’ già pomeriggio così decidiamo di accamparci nel campeggio situato proprio a fianco del Visitor’s Center. Scegliamo una posizione magnifica: davanti a noi troneggiano i famosissimi Mittens e Merrick Butte e cominciamo il montaggio di tutto l’ambaradan.

Alle 18:30 cominciamo il giro che ci porterà nel cuore di questo posto fantastico; la strada che dobbiamo percorrere è sabbiosa ed in certi punti la macchina sprofonda, ma il bello di questo posto sono anche le piccole avventure che dobbiamo sormontare per raggiungere i vari belvedere. Fra questi il più famoso e fotografato è il John Ford’s Point, dedicato appunto al celebre regista di film western degli anni ’50, se non lo ricordate forse avete in mente la pubblicità della MARLBORO COUNTRY con il cow-boy in sella al suo cavallo che ammira il panorama sottostante.

Sta per arrivare il tramonto e per fortuna le nuvole minacciose di questa mattina sono state spazzate via. Lo spettacolo è inverosimile: le rocce intorno a noi sembrano prendere fuoco ed i colori del paesaggio sono incantevoli. A me personalmente questo posto piace di più del Grand Canyon, o forse questi posti sono tutti belli !

Rientriamo alla “base” che oramai il sole è sparito dietro la linea dell’orizzonte. Il nostro stomaco reclama una certo appetito e visto che il Visitor’s Center non ha un snack-bar e del ristorante è rimasta solamente un’insegna sbiadita e deteriorata, dobbiamo proseguire in auto fino a Gouldings ( a 10 km. ). Facciamo la spesa in un modernissimo e “carissimo” supermarket e facciamo il pieno di benzina nell’unico distributore della zona.

La nostra cena, a base di macedonia di frutta fresca e biscotti, la consumeremo al chiaro di luna seduti su un sasso vicino alle tende. Molto romantico, direi !

Trascorreremo una notte allucinante a causa del vento furibondo che sbatte pesantemente sulle nostre “alcove”; speriamo che i tiranti siano ben saldi altrimenti prendiamo il volo … oltre alla fifa di essere “estirpati”, il ponderoso sibilo disturba a tal punto da costringerci a mettere i tappi per le orecchie.

Che nottata !


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