Cerca nel sito

Articoli
- Diari di viaggio
- Guide pratiche
- Storia
- Cultura
- Sport
- Cucina
Informazioni
- Dati sugli stati
- Mappe
- Bandiere
- Istituzioni
- Fusi orari
Risorse e servizi
- Gallerie fotografiche
- Webcams
- Cartoline elettroniche
- News del giorno
- Meteo
- Pagine Gialle
- Libri e CD
- Links
Community
- Forum di discussione
- Chat room
- Dillo ad un amico



Dettagliato diario on the road
Pagine: Pagine: 1, 2, 3,4,5,6,7,8,9,10,11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21


31 Luglio 2001 - KAYENTA - ARCHES PARK Martedì. All’alba suona la sveglia… sono i due fotografi che vogliono immortalare il sorgere del sole. Io me ne sto al calduccio nel sacco a pelo mentre all’esterno l’attività ferve: cavalletti montati e riposizionati varie volte in cerca dello scorcio migliore… poi ci si mette anche un cucciolo di cane randagio che sembra mettersi in posa per la foto.

Con la spesa di ieri sera abbiamo pensato anche alla colazione. Così, terminati i lavori di smontaggio, ci sediamo al tavolino della piazzola per un gustoso e nutriente breakfast a base di succo d’arancia, biscotti, pane e marmellata.

Prima di salire in auto studiamo la cartina: la nostra meta di oggi è il Parco degli Archi (Utah) con sosta a Mesa Verde (Colorado).

Partiamo e ci dirigiamo verso nord-ovest sulla 163, passiamo da Mexican Hat ( che deve il suo nome ad una roccia la cui silhouette ricorda un messicano con il sombrero ) e poi verso Bluff. Per arrivare a Mesa Verde allungheremo la strada di non poco, ma è lo stesso; avremo così la possibilità di percorrere strade nuove e di vedere paesaggi differenti; infatti la 262 ci porta attraverso pianure sconfinate e zone di montagna semi-desertiche.

Entrati nel Colorado la stessa strada diventa la n°41 e a Cortez, una delle poche cittadine incontrate sul nostro percorso, ci fermiamo a pranzo in un ristorante molto accogliente dove ci abbuffiamo di Caesar’s Salad e patatine fritte. Questo non è proprio un posto turistico e la nostra presenza nel locale deve essere un avvenimento inconsueto. Lo si capisce anche dalla cameriera che ci serve ( molto carina e gentile ) che si fa in quattro per esaudire i nostri desideri ed esigenze “nazionali” … qui in America si mangia malamente, ma lo standard del servizio e la simpatia del personale sono eccelsi: almeno di questo possiamo ritenerci soddisfatti !

Arriviamo a Mesa Verde, all’ingresso del Parco ci rendiamo conto, però, che per arrivare al sito archeologico ci vuole un’altra mezz’ora abbondante; in effetti osservando la cartina, consegnataci dal ranger, possiamo ammirare la vastità di questo posto.

Percorrendo il tragitto possiamo osservare attorno a noi il bosco ( o quello che ne rimane ) distrutto dalle fiamme. Gli incendi vengono provocati e tenuti sotto controllo per permettere alla boscaglia di rinforzarsi e di crescere poi più rigogliosa e folta. Per noi, che a proposito di arbusti non siamo molto eruditi, questo procedimento sembra un paradosso, ma è un dato di fatto …

Per visitare ad hoc questo parco è necessario essere accompagnati da una guida e le escursioni esigono tappe di almeno una giornata, ma causa fattore tempo ( è tardo pomeriggio ) e causa auto stipata di bagagli ( anche qua troviamo gli avvertimenti contro i furti ), decidiamo che la cosa più opportuna è visitare, a turno, solo la principale attrattiva: le Cliff Houses costruite dagli Anasazi. Queste popolazioni indiane, oramai estinte, vivevano in case molto organizzate e costruite all’interno di cavità rocciose, quasi certamente per difendersi dagli attacchi messi in atto dagli invasori.

Io e Alex, arrivato il nostro turno, approfittiamo più che altro fare due passi e sgranchirci le gambe. Oltre al sito archeologico, pieno di gente a quell’ora, ci sono un Museo e relativo Shop, un bar ed un ufficio postale (?). Viste le difficoltà di scovarne uno, in altre città, senza perdere delle ore, è proprio il Post Office ad attirare la mia attenzione così sfrutto questa occasione per acquistare i francobolli e spedire finalmente le cartoline … che sollievo ! Posso dire che questa visita a Mesa Verde è stata utile, se non altro, per “sbarazzarsi” della corrispondenza a parenti ed amici.

La nostra amica Ornella, invece, è molto entusiasta del posto ( per forza, ha insistito tanto per passare da queste parti… ) e nella boutique del museo ha speso una fortuna in libri e poster. Forse in questo modo la nostra “archeologa” migliorerà il suo inglese piuttosto “zoppicante”.

Terminato lo shopping e la commissione all’ufficio postale, partiamo verso Moab, passando dalle cittadine di Dove Creek ( Colorado ) e Monticello ( sembra il nome di un borgo toscano, ma invece si trova nello Utah ). Questa regione è molto bella e soprattutto lussureggiante; predomina infatti l’intenso colore verde dei campi coltivati e punteggiato qua e là da deliziose fattorie.

Arriviamo a Moab nel tardo pomeriggio e cerchiamo subito una sistemazione in motel. Dopo un paio di tentativi, troviamo alloggio a prezzo stracciato al Virginian Motel, sulla Main Street; buttiamo praticamente i bagagli sul letto e partiamo subito alla volta di Arches Park. La “caccia al tramonto” continua …

Giungiamo sul posto in tempo per fotografare i pittoreschi scorci naturali che, ancora una volta, si presentano ai nostri occhi; Park Avenue, Balanced Rock, Petrifies Dunes … sono bellissimi, ma ora vogliamo vedere gli Archi e puntiamo quindi verso il Delicate Arch, il più famoso. Parcheggiata l’auto, realizziamo che questo sito è collocato in cima ad una montagnola e, per vederlo, è fondamentale fare una bella scarpinata.

Per il timore di perdere l’ultimo bagliore di sole, Alex si avvia a tutta velocità verso la meta … arriverà giusto in tempo per fotografare il monumento, tuttavia al nostro arrivo, lo troveremo accasciato al suolo e totalmente senza fiato ( la corsa in montagna non è il suo forte ! ).

Facciamo ancora un giretto all’interno del parco ( l’itinerario percorribile in macchina si snoda per 30 / 40 chilometri ) e verso le 20:00 ce ne torniamo a Moab. Per cenare diamo retta, per l’ennesima volta, ai suggerimenti della mia fedele guida Routard ed il locale consigliato in questa città è il Moab’s Brewer che è anche una birreria molto nota. Mangiamo egregiamente e sorseggiamo la Dead Horse ( Cavallo Morto – strano nome per la birra della casa ! - ) e poi stanchissimi ce ne andiamo a dormire.


Pagine: 1,2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10,11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21







[Utenti collegati in questo momento: 28] Torna su



Sponsor
Noleggia l'auto per viaggiare negli USA

Postino
Invia cartoline fisiche da Facebook o con il tuo iPhone
Stanco di mandare le solite, noiose cartoline quando vai in viaggio?

Da oggi puoi usare Postino per iPhone o Postino per Facebook: scatta o carica la foto, scrivi un messaggio, disegna la firma, scegli l'indirizzo, e INVIA!

Stampa su carta fotografica ad alta qualità e invio in tutto il mondo.

Mailing list
Vuoi essere informato degli aggiornamenti di USAonline.it? Iscriviti alla newsletter!



Copyright © 2007 by USAonline.it - Webmaster: Marco Bellinaso - Web Designer: Stefano Dore