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Dettagliato diario on the road
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2 AGOSTO 2001 BRYCE CANYON – LAKE POWELL Giovedì. Ci svegliamo prestissimo, rispetto alle nostre abitudini, ed alle 06:00 usciamo dalla nostra stanza. Fa fresco ma il cielo è limpido e promette una splendida giornata.

Arriviamo al Sunrise Point e, nonostante l’orario, vi troviamo già un bel gruppetto di turisti ( amanti di albe e tramonti ) appassionati di fotografia …

Ciò che mi ha colpito di più è stata la quiete che ha contraddistinto i minuti precedenti all’alba fissata per le 06:40. E’ stata un’esperienza significativa vedere tutte queste persone attendere in un “quasi” religioso silenzio il momento fatidico e contemplare con venerazione la nascita del sole… pace interrotta successivamente dagli scatti, prima flebili e poi sempre più agitati, delle macchine fotografiche. Uno spettacolo unico !

Terminato lo show naturale accusiamo un certo appetito ed il posto più vicino dove rifocillarsi è il Bryce Canyon Lodge. Il locale è molto elegante ed accogliente, con tavoli apparecchiati in modo impeccabile e camerieri in livrea che passano ogni 5 minuti a chiedere se va tutto bene……va benissimo, dico io ! Mangiamo bene e spendiamo il giusto ( facendo due conti, in proporzione al supermarket si spende una follia …) e siamo di nuovo pronti a partire.

Alle 08:00 cominciamo a scendere nel canyon a piedi; inutile dire che lo spettacolo è mozzafiato. Io comincio a pensare che questo è veramente il posto più bello che abbiamo visitato sino ad oggi; anche Alex e Co. sembrano dello stesso parere.

I primi scoiattoli escono dai loro rifugi e ci danno il benvenuto, mettendosi quasi in posa per gli scatti fotografici. Ma che simpatici, sembrano quasi ammaestrati per intrattenere i turisti; sono abituati alla presenza dell’uomo e non si impauriscono affatto, si avvicinano e annusano le nostre mani: la tentazione di offrire del cibo è forte, ma è assolutamente, e giustamente, proibito dare loro da mangiare…

Questo canyon è una sorpresa continua; i paesaggi naturali che si presentano sono incessantemente sorprendenti, ma a parole è difficile da spiegare. Oltre agli scoiattoli, altri “abitanti” del luogo compaiono sul nostro cammino: un coyote, un capriolo e degli uccelli dal bellissimo piumaggio blu-azzurro ( sono i Stellar’s Jay ). Per la seconda volta perdiamo l’occasione di fotografare il coyote … riusciamo invece a scattare delle foto a tutte le altre specie…pure a noi !

Sostiamo in altri due punti panoramici e alle 11:00, terminato il giro, ce ne ritorniamo in hotel. Facciamo una doccia veloce, richiudiamo i bagagli e siamo pronti per partire alla volta di Page.

La strada n°89 è piacevole e sempre in pianura; a metà tragitto ci fermiamo per pranzo in un ristorante ( pollo – patatine – caesar’s salad ci escono dalle orecchie… ); l’unica cosa piacevole di questo posto sono dei simpaticissimi coliblì che “frullano” nell’aria, girando attorno a dei contenitori trasparenti appesi al tetto riempiti di liquido rosa ( mi sembra alcool denaturato ! ).

Possiamo ammirare questa scenetta attraverso la vetrata vicino al nostro tavolo: è un diversivo che dà letizia e ci solleva il morale, visto lo scadente servizio di questo ristorante…

Terminato il lugubre pasto, partiamo per il Lago Powell. La strada è pianeggiante e, già a diversi chilometri da Page, si intravede all’orizzonte l’immensità di questo bacino artificiale. Il Lake Powell, infatti, ha un’estensione notevole; basti pensare che si estende su una lunghezza di quasi 300 km., con oltre 3.200 km. di costa ( per capire meglio, la costa ovest degli USA è più limitata ).

Ci troviamo nel Glen Canyon NRA – National Recreation Area – ma il tipico avvallamento non si vede; la diga, infatti, terminata nel 1963, ha consentito al fiume Colorado di riempire d’acqua il canyon impiegandoci oltre un decennio.

Questo è il paradiso degli amanti della nautica; è incredibile il numero di imbarcazioni che navigano questo lago … ora notiamo anche il porticciolo ( Marina ). Wow ! Giunti a Page, ci rivolgiamo immediatamente all’ufficio Chamber of Commerce per avere informazioni sui motel e per prendere dei depliants turistici. Il signor Robert, gentilissimo, ci indica un buon albergo e ci dispensa, inoltre, di un sacco di utili informazioni su cosa vedere e cosa fare … Fatto questo andiamo al Lu Lu’s Sleep Ezze Motel dove una deliziosa signora, Lu Lu appunto, ci attende: la zona è molto tranquilla e la camera è adorabile: decidiamo di fermarci due notti.

Su consiglio di Robert andiamo a vedere la danza Navajo che si tiene alle 18:00 davanti alla City Hall. Arriviamo alle 18:00, ma in realtà sono le 17:00, in quanto qui vige l’ora legale e ce l’eravamo scordati; ecco perché non c’era nessuno…attendiamo così un’oretta sul bel prato all’inglese.

Un bel gruppetto di spettatori si è radunato sull’aiuola e le danze tribali cominciano: i costumi tradizionali sono coloratissimi e le coreografie sono affascinanti, peccato che il tutto sia sminuito dalla brutta “location”: siamo all’incrocio fra due strade molto trafficate e alle spalle c’è un parcheggio…..

Verso l’ora di cena decidiamo di andare al Ken’s Old West ( sempre su consiglio di Mr. Robert ). Da fuori questo posto è piuttosto anonimo, ma all’interno è molto accogliente: tutto in legno e con una piacevole musica western che rallegra l’ambiente.

Ci dobbiamo accomodare in un tavolo nella zona fumatori, proprio di fronte al gruppo che sta suonando. Sarà perché siamo qui, ma questi ritmi country sono veramente coinvolgenti, tanto che al termine di ogni esecuzione applaudiamo ed acclamiamo molto rumorosamente i musicisti. Non c’è molta gente e siamo gli unici a “scaldare” l’ambiente.

Questo fatto attira l’attenzione della cantante ( Gladys ) che durante la pausa si avvicina al nostro tavolo; ci chiede i nostri nomi e da dove veniamo, e noi a nostra volta le chiediamo di cantarci alcune canzoni – Country Road e Tequila Sunrise degli Eagles. E non è tutto, sulla pista da ballo ci improvvisiamo ballerini, anche con Gladys che ci spiega qualche passo di danza western ( quei balli di gruppo che si vedono anche nei film… ) .

Questa serata ci ha letteralmente elettrizzato ed andiamo a dormire beati e raggianti.


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