Dettagliato diario on the road
Pagine: 1,
2,
3,
4,
5,
6,
7,
8,
9,
10,
12,
12,
13,
14,
15,
16,
17,
18,
19,
20,
21
6 AGOSTO 2001 LAS VEGAS - LONE PINE Lunedì. Vista la notte brava, ci permettiamo il lusso di dormire un po’ più del solito. Attorno alle 10:00 facciamo colazione in uno degli affollatissimi caffè dell’hotel e, prima di salire a prelevare i bagagli, non resistiamo alla tentazione di puntare ancora qualche dollaro alla roulette: questa volta si aggregano anche Giuliano ed Ornella, latitanti la sera precedente. Inutile dire che siamo rimasti “in rosso”.
Partiamo e lasciamo definitivamente Las Vegas ed il Nevada e rientriamo in California. Good bye “Sin City” !
La meta di oggi non è ben definita in quanto non conosciamo i tempi per l’attraversamento della Death Valley. Percorsa la 95 imbocchiamo la 190; quest’ultima sembra non avere mai fine…
Ora, però, entriamo nella Valle della Morte. Il nome non è sicuramente un caso: la temperatura esterna è elevatissima ed i primi scorci di paesaggio sono desolati. Seguiamo le indicazioni della nostra guida, che consiglia la sosta in vari punti panoramici: viste le condizioni climatiche limitiamo al minimo le soste, ma non manchiamo di fermarci a Zabriskie Point.
A turno saliamo su un’altura da dove si gode uno spettacolo naturale unico, costituito da dune sabbiose compattate dall’attività del vento; la vegetazione è inesistente e la temperatura è torrida e secca. Ho sentito un turista italiano che, controllando la temperatura sul proprio orologio, ha esclamato a gran voce: “…sta salendo ancora…sta superando i 45° … sta aumentando ancora … !!!” ( lo credo bene, qui si registrano le temperature più elevate di tutto il pianeta ).
Durante la sosta, la nostra auto è rimasta con il motore acceso, per mantenere attivo il condizionatore. Non vi potete immaginare lo shock nel passare da un ambiente all’altro.
Oltre a qualche fermata veloce per fare delle foto, decidiamo di non fare ulteriori soste e di uscire dalla Death Valley.
Ci troviamo nella depressione più profonda degli Stati Uniti ( -85 metri sotto il livello del mare ) , a questo punto la strada diventa erta e qui cominciamo a trovare numerosi cartelli che avvisano di spegnere il climatizzatore, diversamente si rischia la fusione del motore – ogni tanto lungo il percorso si trovano delle cisterne con acqua, per qualche malcapitato che non abbia fatto attenzione alla segnaletica …!
Usciti dalla Valle della Morte ci illudiamo di essere arrivati, ma la strada è ancora lunga. Il paesaggio è sempre desertico; le uniche forme di vita vegetali sono i cactus, solo di tanto in tanto si scorge in lontananza qualche casa ( ma potrebbe anche essere disabitata ).
Finalmente verso le 18:00 arriviamo a Lone Pine, un piccolo paese ai piedi della Sierra Nevada. Siamo sfiniti e decidiamo di cercare una stanza. Troviamo subito alloggio al “Mt. Whitney Motel”. Sistemati i bagagli e fatta una doccia rigenerante, usciamo per andare a mangiare qualcosa e, su indicazione della innkeeper, ci dirigiamo a piedi al ristorante “Season”.
Oggi abbiamo saltato il pranzo, quindi il nostro appetito è titanico; data una sbirciatina al menù, prendiamo atto che questo locale fa al caso nostro. Apprendiamo dalla guida che in questa cittadina si sono girate parecchie scene da film: da quelli western con John Wayne a quelli di fantascienza come STAR TREK; ne abbiamo poi la conferma ammirando le fotografie appese alle pareti del ristorante.
Prima di andare a coricarci facciamo una passeggiata sulla Main St. per dare un’occhiata ai saloon ed ai piccoli e caratteristici negozi di questo posto, ognuno dei quali porta il segno tangibile della “colonizzazione hollywoodiana”. Mi lascio tentare dalla smania di spendere, ma acquisto solamente una bandana rossa.
Ora siamo sfiniti e ce ne ritorniamo in hotel.
Buonanotte !
Pagine: 1,
2,
3,
4,
5,
6,
7,
8,
9,
10,
12,
12,
13,
14,
15,
16,
17,
18,
19,
20,
21