Dettagliato diario on the road
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22 Luglio 2001 - SAN FRANCISCO – Oggi è il mio compleanno ( 32 ! ) e trascorrerlo in America è davvero speciale.
Dopo una notte quasi insonne a causa dei vicini di stanza “casinisti” ( TV accesa, voci altisonanti ed un via vai di gente sino all’alba…), alle 07:30 siamo già svegli.
La voglia di “scoprire” la magnifica San Francisco ci ha fatto superare, almeno così sembra, lo scombussolamento di orario.
Imbocchiamo la HW 101 e poco dopo lo skyline si delinea all’orizzonte; i grattacieli, tra i quali la famosissima Transamerica Pyramid, si fanno sempre più vicini. Per errore prendiamo il Ponte che conduce ad Oakland, dall’altra parte della baia, ma nel ritornare indietro godremo di un bellissimo panorama sulla città.
Parcheggiata l’auto in Union Square, che è il cuore pulsante di SF, ci fermiamo a fare colazione ( buonissima ma carissima ) in un simpatico caffè li a due passi. Da un primo giretto in auto avevamo realizzato la grave pendenza delle strade, ma quando ci incamminiamo verso il quartiere cinese, la passeggiata si trasforma in scarpinata… giunti alla sommità, la fatica viene ampiamente ripagata dalla bellezza della città e della sua baia.
China Town non è particolarmente attraente, forse anche per la puzza di cucina e di fritto che esce da ogni negozio. La sensazione di disordine e sporcizia è forte. danno un tocco di gusto solo gli edifici antichi ( dove hanno sede le banche asiatiche ) con la caratteristica forma arzigogolata e multicolore.
North Beach ( un tempo molti italiani si stabilirono qui ) è un quartiere elegante e pulito con un bel parco dove numerosi artisti mettono in mostra le loro opere ed i loro dipinti. Qui tentiamo, senza successo, di telefonare a casa ( le carte telefoniche si possono utilizzare solo dopo aver digitato una serie lunghissima di numeri… ). Siamo nervosi, anche per la fame !
Primo problema con l’auto: c’è una ruota sgonfia. La portiamo al primo Auto-Care che troviamo e lì scopriamo che nel pneumatico si è conficcato un chiodo.
L’avventura prosegue al Fisherman’s Wharf dove pranziamo in un affollatissimo McDonald’s. troviamo moltissima gente anche sulle strade ( oggi è domenica ) e questo toglie fascino a questo luogo. Comunque i leoni marini non sembrano essere disturbati dalla folla che si è assiepata sul Pier 39. Come sono simpatici !!
Prima di andare a vedere il simbolo di SF, ovvero il Golden Gate Bridge, percorriamo in macchine alcune zone famose come Lombard Street e le vie di Russian Hill, il quartiere elegante della città. Anche qui i bei panorami fanno perdere la testa ai fotografi ufficiali del viaggio: Alex ed Ornella.
Ora non ci resta che vedere i Golden Gate….ma già a qualche chilometro di distanziasi scorge una fitta nebbia sotto la quale è sepolto il mitico ponte. Ci illudiamo che sia una situazione temporanea, ma non è affatto così… lo percorriamo in direzione di Sausalito; è incantevole anche se, oltre alla parte superiore delle strutture che lo sostengono, non si riesce a vedere nient’altro. Giunti all’altro capo, facciamo una sosta per immortalare almeno quel che “rimane” del ponte; il vento gelido fa ridurre ai minimi termini la fermata. Brrrr…
Visitiamo, passando in auto, la cittadina di Sausalito. E’ una bella località turistica sul mare che varrebbe la pena di conoscere meglio, ma la temperatura è “invernale” e preferiamo restare tappati in macchina.
Nel ritornare all’hotel ci imbattiamo nel contro-esodo dei vacanzieri del fine settimana che se ne ritornano in città. Il traffico scorre comunque abbastanza fluido e di ingorghi nemmeno l’ombra.
Ceniamo all’IHP ( Int’l House of Pancakes ) che si trova a fianco del nostro Travelodge e poi tutti a nanna.
PS. I vicini di camera sono gli stessi di ieri notte ed il trambusto va avanti di nuovo sino all’alba ! I tappi per le orecchie risultano preziosi e ci permettono un sonno tranquillo e ristoratore.
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