Dettagliato diario on the road
Pagine: Pagine: 1,
2,
3,
4,
5,
6,
7,
8,
9,
10,
11,
12,
13,
14,
15,
16,
17,
18,
19,
20,
21
23 Luglio 2001 - SAN FRANCISCO / MONTEREY – A differenza di ieri il cielo è coperto da nubi minacciose e la temperatura è a dir poco invernale.
Dopo una veloce colazione da McDonald’s a base di apple pie, partiamo alla volta di Monterey. Per arrivarci percorriamo una parte di HW101 che costeggia la famosa faglia di S.Andrea ( ogni sua millimetrica movenza origina lo spauracchio dei californiani: i terremoti ).
Usciti dalla HW101 imbocchiamo la 1, che percorre la costa verso sud. Se la giornata fosse assolata e calda il panorama litoraneo sarebbe davvero godibile, ma una fitta nebbiolina e la conseguente umidità lo rendono malinconico e triste. Peccato !
Arriviamo nella cittadina di Monterey a metà mattina e fin da subito la troviamo molto attraente. Ci rivolgiamo al Ufficio Turistico dove ci indicano il campeggio più vicino e subito partiamo alla volta di quest’ultimo. E’ la prima esperienza camping “americana” dove uno arriva prende il foglietto/busta, lo compila e allega i dollari, si sceglie la piazzola e la occupa e fatto questo introduce la bustina sigillata nell’apposita urna all’ingresso. Non ci sembra vero che qui ci si fidi del prossimo …. ( un Ranger, comunque, passa ogni tanto a controllare ! ).
Pranziamo in un ristorantino dove è in vigore “all you can eat” e ci abbuffiamo di ogni sorta di verdura e pasta disponibili al buffet. Dopo di che andiamo al Fisherman’s Wharf che, rispetto a quello di San Francisco, sembra in miniatura. Finalmente è uscito anche il sole ma l’aria fresca e frizzante permane. E’ molto piacevole passeggiare sui moli e rimanere ad osservare i gabbiani ed i pellicani che si precipitano sui resti della pesca lanciati in acqua dai pescatori.
Andiamo anche a vedere Pacific Grove ( famosa per i suoi prati fioriti ) dove abbiamo l’occasione di ammirare le belle dimore affacciate sull’oceano. Questo è proprio un posto da ricchi e ne abbiamo l’ennesima prova nel percorrere la 17-mile Drive ( a pagamento ) dove i campi da golf si alternano a sontuose ville apparentemente disabitate.
Torniamo in città e, vista l’ora e l’appetito, ci fermiamo a mangiare. La scelta, casuale, cade su un pub il “Britannia Armes” e restiamo delusissimi, io qui faccio la mia prima degustazione della onnipresente Caesar’s salad ( una mega porzione di insalata lattuga condita con crostini di pane abbrustoliti e Italian dressing – che in Italia non sappiamo nemmeno cosa sia - ).
Nel ritornare al campeggio intravediamo nel boschetto un cucciolo di cervo che se ne sta lì tranquillo a brucare l’erba; è troppo tardi ed è quasi buio quindi non ci è possibile fare delle foto…ogni lasciata è persa, si dice, ma non sarà così !
La notte in tenda ce la ricorderemo a lungo. L’umidità è così alta che si può respirare e per questa ragione addormentarsi ci risulta abbastanza difficile. Nelle tenebre uno stillicidio continuo batte sulle nostre tende e non sta piovendo ……
Finalmente arriva l’alba ed il gracchiare dei corvi ci sveglia definitivamente. Smontiamo tutto e decidiamo di partire, ancora una volta verso sud. La nostra destinazione è Santa Barbara.
Pagine: 1,
2,
3,
4,
5,
6,
7,
8,
9,
10,
11,
12,
13,
14,
15,
16,
17,
18,
19,
20,
21