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Dettagliato diario on the road
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27 Luglio 2001 - SANTA MONICA – GRAND CANYON Oggi è venerdì. Ci svegliamo di buonora; forse perché la nostra stanza è al primo piano e si affaccia direttamente su Ocean Ave., l’arteria principale di Santa Monica, dove questa mattina il traffico è parecchio rumoroso. Chiudiamo di nuovo le valige e ci prepariamo a partire.

La colazione ci attende in un Donuts, dove ordiniamo del caffè (americano) bollente e dei croissant. Non riusciamo proprio ad abbandonare le nostre abitudini alimentari e, per rendere più gustosi le brioches, chiediamo sempre un po’ di marmellata a parte; a giudicare dagli sguardi stupefatti degli inservienti non deve essere molto ordinario consumare un breakfast con della gustosa strawberry jam…!

Partiamo. Prendiamo la HW10 in direzione Barstow. Usciamo quindi da Los Angeles verso nord-est. Il nostro desiderio sarebbe quello di incontrare i mulini a vento “giganti”; sappiamo che c’è una zona dove si produce energia elettrica con lo sfruttamento della forza del vento: centinaia di mulini rendono il paesaggio irreale. Purtroppo non eravamo sulla rotta giusta e quindi ci siamo persi questo scenario “spaziale”.

Dopo alcune ore di strada il paesaggio ai nostri occhi cambia radicalmente: siamo nel Mojave Desert. E’ un panorama bellissimo, anche perché nuovo; credevamo di dover patire il freddo per tutta la vacanza ? Ci sono piante di cactus un po’ ovunque e la terra ha un bel colore vivo, è veramente uno spasso percorrere questa strade lunghissime che passano in mezzo al “nulla”, il traffico, poi, è rarefatto: qui abbiamo l’occasione di ammirare i truck ( quei auto-articolati di grandi dimensioni con quei musi cromati e lucidi che al sole scintillano… ). Tutto ciò mi ricorda un po’ “Thelma e Louise” od altri lungometraggi on the road tipici dei film americani e questo mi dà una sensazione inebriante.

Sostiamo per cinque minuti lungo questa strada che ci sta portando verso l’Arizona. Quando scendiamo dall’auto ci accorgiamo del calore dell’aria e del vento: sembra un phon acceso diritto in faccia … sinceramente, dopo il freddo e l’umidità patiti nella prima settimana, non posso che essere felice per questo repentino cambiamento di clima ! Gli altri compagni di viaggio non sono dello stesso avviso ( soprattutto i due maschietti ).

Sostiamo a Needles per pranzare. Qui siamo esattamente sul confine fra California ed Arizona e nelle vicinanze scorre il fiume Colorado che, con il suo naturale fluire, ha originato, in migliaia di anni, una delle più impressionanti opere della natura: il Grand Canyon.

La strada che stiamo percorrendo, inoltre, è molto famosa in quanto, per alcuni tratti, è ciò che rimane della nota “Route 66”, la storica via che collegava Chicago a Los Angeles. Il paesaggio semi-desertico, comunque, si alterna a pianure verdeggianti e praterie sconfinate; è incredibile come il territorio cambi così radicalmente; sicuramente questo aspetto ha reso più piacevole questa lunghissima trasferta ….

A Williams sostiamo per fare alcune fotografie di rito e poi via verso Tusayan. La fretta di raggiungere la meta di quest’oggi, ha reso un po’ indisciplinato l’autista di turno ( Giuliano ) e così, nel sorpassare un’auto pilotata da un “pokemon” ( alias giapponese ), incappiamo nello sceriffo di turno. Il poliziotto è inflessibile e dopo averci appioppato una salatissima multa da 90$ ( 200.000 lire ca. ), ci mette in guardia sulla pericolosità di certe manovre e sulle conseguenze fatali – a tale proposito mi mostra un’immagine di un grave incidente con auto accartocciate e semi distrutte !! -

Questa esperienza diretta ci fa molto riflettere … mi sono passate per la mente certe immagini di REAL TV che mostrano poliziotti investiti, aggrediti e malmenati. Mi ha impressionato la cautela nell’avvicinarsi alla nostra macchina ( lato passeggero ), nel chiedere di uscire e la severità nel controllare i documenti – stando rigorosamente davanti alla telecamera interna alla sua autovettura - . Per fortuna che l’auto non risultava rubata e non eravamo dei delinquenti… altrimenti ….

In meno di dieci giorni abbiamo già collezionato due contravvenzioni; una buona media direi ( abbiamo meritato la prima multa a Monterey per un sosta senza disco orario: 25$) .

Giunti a Tusayan ci sistemiamo velocemente al Rodaway Inn per 75$ a notte ; decidiamo di fermarci due giorni. Posiamo di corsa tutti i bagagli e, risaliti in auto, ci precipitiamo verso l’entrata sud del Grand Canyon.

Ci separano alcuni chilometri ma il tragitto ci sembra lunghissimo. Alle 19:20 arriviamo al Mather Point e ciò che si presenta ai nostri occhi è uno spettacolo che lascia senza parole e senza fiato; i numerosi turisti presenti scattano foto come impazziti, ma nonostante la concitazione creata dai magnifici colori del tramonto e dalla maestosità del canyon , tutto intorno regna un “religioso” silenzio. Davanti a tanta bellezza, qualcuno si commuove pure ….ma non faccio nomi !

Scattiamo parecchie foto e siamo talmente impressionati da questo posto che la brutta avventura con lo sheriffo è già nel dimenticatoio .

Ora abbiamo anche un certo appetito, così ci fermiamo nel ristorante di fronte all’hotel e ci rimpinziamo a volontà con della ottima pizza.

Andiamo a dormire presto, perché domani ci attende una giornata molto intensa.


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