Rosicchiando la grande mela
11 Marzo 2006 – 1° giorno
Dopo tanti preparativi finalmente è arrivato il momento di partire. Per il nostro
viaggio negli USA abbiamo scelto di volare con Alitalia; volo a/r da Napoli con
scalo a Milano è costato 600 € a testa (tariffa semi-flessibile). Abbiamo prenotato
con un paio di mesi di anticipo ma abbiamo visto che i prezzi sono rimasti pressappoco
gli stessi. Per fortuna il tempo in volo passa velocemente, ognuno di noi ha a disposizione
un display per vedere film, ascoltare musica o cimentarsi con qualche videogioco
(l’aereo è un Boing 777). In conclusione il viaggio è molto comodo, il servizio
è impeccabile, insomma per ora tutto perfetto: complimenti ad Alitalia. In aereo
compriamo la scheda telefonica internazionale Columbus, pagata 12€, che risultata
poi molto conveniente.
Il disbrigo delle procedure per il visto e la dogana sono
più veloci di quanto abbiamo sentito dire e, in meno di mezz’ora, siamo liberi di
circolare per New York. Per arrivare in centro da JFK prendiamo l’AirTrain che ci
collega alla metro per 5$ (pagati alla stazione di arrivo). Alle 16.00 siamo in
albergo, il Gershwin (tra la 5 Avenue e la 27 Street), non male, solo un pochino
fuori mano la sera per cenare, ma per 160€/notte in matrimoniale va benissimo così.
In fin dei conti le camere sono spaziose, pulite e dotate di tutti i comfort, l’unica
cosa che manca è il frigo in camera (magari d’estate è un problema). L’hotel ha
un’ampia gamma di offerte che vanno dall’ostello alla suite. Ci sistemiamo al meglio
e subito usciamo a mangiare una cosa veloce lì intorno, da Wendy un fast food molto
diffuso da queste parti e poi subito a dormire.
12 Marzo 2006 – 2° giorno
Sveglia alle 3! Alle 6.30 di domenica mattina siamo già in giro (solo noi e qualche
taxi), facciamo un giro a Times Square dove ci facciamo vedere da alcuni amici attraverso
una webcam posta per strada (http://www.earthcam.com/usa/newyork/ timessquare/index.php?
cam=4&display=flash). Facciamo un primo giro a Central Park, si vedono ancora gli
effetti di un freddo intenso di qualche giorno prima: c’è ancora della neve ai lati
della strada. Vediamo dei bambini che giocano ad hocky su ghiaccio, con tanto di
arbitro e i loro genitori sugli spalti: molto carino. Ed ora è il momento di andare
all’Abyssinian Baptist Church ad Harlem dove speriamo di partecipare ad una delle
loro celebrazioni. Il quartiere effettivamente non è un granché e non è molto rassicurante.
Oggi c’e una celebrazione particolare: il “women’s day”. Ci hanno detto che non
faranno entrate tutti, ma, dopo una lunghissima fila sotto la pioggia, finalmente
entriamo. Meno male che ci siamo riusciti, la celebrazione è talmente particolare
che vale la pena di parteciparvi.
Il pomeriggio andiamo da B&H Photovideo che vende
di tutto di più di elettronica e strumentazione fotografica a prezzi buoni e sono
organizzati molto bene. Il negozio è chiuso il sabato e il venerdì fa mezza giornata
dato che è gestito da personale di religione ebraica. È interessante vedere i nastri
trasportatori che portano gli articoli acquistati al punto di consegna. Noi abbiamo
comprato una chiave USB da 1 GB della Sandisk per 54 $ + tax e un esposimetro usato
Minolta IVf in ottime condizioni per 149 $ + tax. Fate attenzione: i prezzi esposti
in tutti i negozi (inclusi i menù del ristorante) sono sempre senza tasse. Ancora
non siamo del tutto distrutti e troviamo il tempo di andare anche da Macy: “il più
grande centro commerciale del mondo” o almeno così dicono loro. In effetti vende
di tutto di più ed è veramente grande, tanto che non riusciamo a vederlo tutto.
13 Marzo 2006 – 3° giorno
Sempre per colpa del fuso orario, anche questa mattina alle 6.30 siamo già in giro.
Per prima cosa facciamo un giro per il Battery park che è pieno di scoiattoli. Da
qui prendiamo il traghetto per Staten Island, è gratuito ed è collegato alla metro,
molto comodo. Dal traghetto si vede la statua della libertà. Su suggerimento di
alcuni amici, abbiamo deciso di non andare a visitarla dall’interno e siamo contenti
così. Purtroppo però il tempo non è molto buono e anche dal traghetto non si vede
troppo bene, ma avremo modo di apprezzarla più in là. Il resto della mattinata abbiamo
la fortuna di trascorrerlo al New York Police Department, 1st Precinct per fare
denuncia dello smarrimento del portafogli e del relativo contenuto: è proprio come
nei telefilm! Sbrigate le formalità al NYPD e assicuratici che le carte di credito
siano bloccate, decidiamo di rilassarci e di non pensare troppo all’ accaduto. Così
andiamo un po’ in giro per Soho (nulla a che vedere con l’omonimo londinese), è
un quartiere pieno di negozi spesso stravaganti e un po’ alternativi ma molto molto
carini: da vedere. È un buon posto per fare shopping, noi ad esempio abbiamo comprato
jeans Levi’s a prezzi eccezionali (da 20 a 30 dollari + tax).
Per il pranzo restiamo
in zona e ci fermiamo da Balthazar, sulla Spring Avenue, un posto un po’ caro ma
abbastanza carino, è particolarmente indicato per gli amanti del vino ma non solo,
e poi c’è un atmosfera piacevole. A questo punto ci avviamo verso il ponte di Manhattan
di cui ammiriamo e percorriamo solo la parte iniziale, e poi ci dirigiamo su quello
di Brooklyn che attraversiamo tutto a piedi. È un po’ lungo ma ne vale la pena,
siamo partiti dal lato di Booklyn per arrivare a Manhattan. Siamo verso il tramonto
e i colori della skyline sono particolarmente belli. È impressionante la dimensione
del complesso “the watch tower” dei testimoni di Geova formato da sei o più palazzi
che si vede del ponte. Alla fine del ponte siamo arrivati d’avanti alla City Hall
(il municipio). Di fronte alla City Hall c’è J&R un negozio che su molti siti, e
anche sulla nostra guida, è pubblicizzato come un ottimo negozio per acquisti di
elettronica, noi invece lo abbiamo trovato mediocre e poco assortito rispetto a
B&H Photovideo visitato il giorno prima.