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serata arriviamo a Barstow .Abbiamo percorso 141 miglia fino al Sequoia N.P. e 280 miglia da lì a Barstow viaggiando quasi 9 ore.
Pernottiamo al motel ECONOLODGE di Barstow.
MERCOLEDI 27 MARZO 2002
Ci separano 145 miglia da Barstow a Las Vegas, ma partiamo di buon’ora perché vogliamo compiere una deviazione all’interno
del Mojave Desert. La Interstate 15 è un rettilineo senza fine ed è anche abbastanza trafficata perché proviene da Los Angeles.
Costeggiamo per molte miglia la base militare di Edwards, ed anche un campo pieno di aerei civili lì parcheggiati a seguito della
crisi dei voli dopo l’11 settembre. Dentro al Deserto del Mojave percorriamo circa 50 miglia senza incontrare NESSUNO. Solo cactus
a perdita d’occhio e nemmeno una traccia di presenza umana. Sono un po’ preoccupato al pensiero di un eventuale guasto al veicolo:
che fare in tal caso? Infine raggiungiamo LAS VEGAS: luci, colori accecanti e follia umana abitano qui.In questa moderna riedizione
di Babilionia puoi toccare con mano le assurdità più eclatanti per cui rischi il carcere se bevi una birra per strada ma, se vuoi,
nessuno ti vieterà di passare la notte con una “young asian girl” .Noi siamo così frastornati dalle luci di questo inferno dantesco
che alle 22.00 siamo tutti a letto. Dormiamo all’AMBASSADOR INN: è il più elegante ed il più economico di tutti i motel incontrati,
mai speso così poco! Las Vegas fa di tutto per accalappiare i suoi clienti per poi spennarli al tavolo verde.
GIOVEDI’ 28 MARZO 2002
Sveglia ore 6.00, alle 7 in punto siamo nel piazzale Alamo a riconsegnare la nostra “nave del deserto” che ci ha trasportato
per 6 stati e 3233 miglia. Velocissima la riconsegna ,ci trasferiamo all’aeroporto Mc Carran con lo shuttle dell’Alamo e ci
resta il tempo per l’acquisto degli ultimi oggetti ricordo. Alle 9.30, puntuale, il nostro aereo si alza in volo e vedo allontanarsi
quest’isola verde nel deserto quasi lunare da cui siamo partiti ed arrivati. Nel viaggio verso New York riesco ad intravvedere
dall’alto il A??Grand Canyon, il Lake Powell e gran parte della prateria percorsa solo pochi giorni prima in auto. Quando
atterriamo al JFK abbiamo 5 ore di attesa che si rivelano utilissime perché finalmente posso sedermi a pensare con calma ed a
riordinare un poco la confusione mentale accumulata in 15 giorni senza tregua. Tra l’altro riesco ad orientarmi in questo enorme
aeroporto, memorizzando alcune informazioni necessarie per quando ritornerò qui. Prima di ripartire con il nostro Jumbo(volo LH405)
facciamo in tempo a consumare, su consiglio di Orfeo, una cenetta cinese niente male. Il volo notturno, si sa, è sempre un disagio
ma è ben accolto perché comincio a sentire odore di casa mia. Ormai siamo diventati esperti di voli aerei e di Jet –lag e
l’aeroporto di Francoforte non sembra più l’incubo dell’andata con i pochi minuti a disposizione che avevamo. Nel breve volo
verso Bologna, nel primo pomeriggio del 29 MARZO 2002, mentre guardo fuori dal finestrino, riesco a fare un piccolo e sommario
consuntivo di ciò che ho realizzato :
1- Ho incontrato un carissimo amico con cui ho condiviso gli anni della mia giovinezza
2- Ho percorso 3233 miglia in 12 giorni di “cavalcata” nel Far West.
3- Ho visitato 9 parchi nazionali e 3 parchi statali
4- Ho incontrato le bufere di neve e le dune del deserto
5- Ho attraversato 6 stati americani ed ho visto paesaggi sconfinati, senza smog all’orizzonte e di dimensioni inimmaginabili
per i miei occhi. Ma ho soprattutto scalato uno dei sogni coltivati per tanta parte della mia esistenza, tenuti gelosamente nel
“cassetto”, ed a chi mi chiedesse nei dettagli quanto denaro mi è costato risponderei che non ho ancora fatto i conti per bene
ma che alla fine non mi interessa più di tanto. Una volta nella vita si potrà pur fare una pazzia !!.
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