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Il Nostro Far West
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IL NOSTRO DIARIO DI VIAGGIO

costituisce il confine tra Nevada ed Arizona ed anche la linea di cambio orario tra Pacific Time e Mountain Time. Quando imbocchiamo la U.S. 93 in direzione di Kingman, ci rendiamo conto per la prima volta, cosa significhi percorrere un rettilineo di decine di miglia senza incontrare nessuno, spaziando con gli occhi un orizzonte naturale senza confini.Ai lati della strada, tra la vegetazione spinosa della prateria, vediamo rotolare quei famosi cespugli secchi immortalati nelle sequenze di tanti film western. Da Kingman ci dirigiamo a W sulla Intestate 40 verso Williams dove, fatto rifornimento, prendiamo a N verso il Grand Canyon. La strada sale costantemente di quota e fa un freddo cane; sta già imbrunendo quando decidiamo di fermarci per dormire mentre si scatena una tormenta di neve e vento.
Pernottiamo a VALLE, 30 miglia prima dell’ingresso S del Grand Canyon, al motel GRAND CANYON INN con annesso fast food dove, come esempio tipico di “globalisation”, una cuoca navaio, ci prepara un’ottima pizza napoletana e ci resta anche il tempo di fare acquisti nel vicino Indian Trading Post. Abbiamo percorso 250 miglia e 5 ore di viaggio da Las Vegas.


DOMENICA 17 MARZO 2002

La giornata si presenta sotto i migliori auspici, il cielo è terso,ma il freddo è pungente. Tutto il paesaggio intorno a noi è ammantato da un velo di neve. La strada che sale al Grand Canyon è pulita ma occorre prudenza per il pericolo sui tratti ghiacciati creati dalle folate di vento polare. All’ingresso del Grand Canyon N.P. a Tusayan acquistiamo la National Park Pass che al costo di 50 dollari permette al veicolo ed ai suoi occupanti, l’ingresso a tutti Parchi Nazionali USA. Nulla lascia pensare allo spettacolo del Canyon finchè non ci si affaccia ad una delle piattaforme rivolte verso il Colorado River. Lo spettacolo è tanto più stupefacente perché la vista è improvvisa: ed allora è tutto un susseguirsi di esclamazioni di meraviglia espresse in tante lingue, giapponesi prima di tutto. Nel vicino Visitor’s Center, sono esposti con dovizia di particolari dei pannelli che illustrano la storia geologica di questa enorme ferita della crosta terrestre; ci sono altre informazioni utili per chi intende percorrere qualche sentiero. Noi ci dirigiamo verso il Brigth Angel Trail, quello meno ripido che scende nella gola del Colorado River. Tralasciata l’idea di raggiungere il fondo del Canyon, per lo scarso tempo a disposizione, ci inoltriamo comunque verso l’abisso e scendiamo fino ad Indian Garden a circa 1500 m. di quota. Quando risaliamo a South Rim,(4 ore a/r) anche in rapporto al tempo utile decidiamo di spostarci verso la East Entrance, soffermandoci negli altri punti di osservazione che consentono prospettive di vista diverse sul canyon, e di proseguire verso Page. L’itinerario costeggia per molte miglia il Canyon del Little Colorado, affluente del fiume principale; ci fermiamo in un punto di sosta per vedere la profonda insenatura frastagliata. Raggiungiamo la cittadina di Page dopo 3.00 ore di viaggio, con un tramonto Western, quando è già buio dopo 154 miglia di strada.
Pernottiamo al MOTEL 6 in vicinanza di un Mc Donald e di un fornitissimo Super market.


LUNEDI’ 18 MARZO 2002

Il tempo è decisamente al bello ed il freddo è tollerabile. Partiamo in direzione della Glen Canyon Dam, distante poche miglia da Page. Questa diga costituisce lo sbarramento più a monte del fiume Colorado: il Lake Powell formatosi dopo la sua costruzione è lungo 300 Km ed ha impiegato 10 anni per riempirsi. Oggi tutta questa area è divenuta un paradiso estivo per gli sport acquatici. In bassa stagione molte attività sono ridotte, così quando cerchiamo un battello turistico che ci porti in una mini crociera per visitare le insenature più lontane ed il famoso Rainbow Brigde, ci sentiamo proporre dei prezzi troppo alti, così rinunciamo e dopo una breve visita a Wahweap Marina, andiamo col nostro mezzo fino a Big Water e deviamo a dx verso un canyon sconosciuto ( Lone Rock Canyon ?) per fare una passeggiata in un ambiente lunare su di un terreno ricco di sali nitrati.


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