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Il Nostro Far West
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Perdiamo circa 4 ore e poi ritorniamo a Page per mangiare qualcosa al volo e trasferirci a Kayenta alle porte della Monument Valley. Il clima è decisamente bizzarro e mentre percorriamo uno dei soliti sterminati rettilinei sulla U.S. 98 riusciamo anche a prendere una bufera di neve. Superiamo Kayenta e non trovando posto al Goulding’s Lodge vicino al Parco, proseguiamo per Mexican Hat 20 miglia più a N e già in territorio Utah. E’ un piccolo paese che ha conservato intatta l’immagine western: di qui è passato John Wayne di cui vediamo una foto in un saloon dove a sera facciamo cena. Ci sono anche vecchi curiosi manifesti di arruolamento nel mitico Pony Express rivolti a giovani ” impavidi, pronti a sfidare la morte, e possibilmente orfani!”
Da Page a Mexican Hat abbiamo percorso 180 miglia.
Pernottiamo al Motel SAN JUAN INN proprio di fronte al S.Juan River uno degli affluenti del Colorado.


MARTEDI 19 MARZO 2002

Anche oggi bel tempo, ed è proprio quello che ci vuole per visitare il set cinematografico naturale più famoso del mondo, la Monument Valley. L’ingresso si trova 6 Km, deviando a SE, dalla US 163. Dal Visitor’s Center parte un anello di 27 Km di strada sterrata rossa come il fuoco, che attraversa tutta la valle. La percorriamo lentamente col nostro mezzo quasi “camminando in punta di piedi dentro un santuario”ed è come volare con la fantasia, lontano dal presente, dentro il mito del Far West. Qui, tra questi “monumenti” di arenaria rossa si è celebrata attraverso decine di film, la storia dei pionieri e lo spirito di libertà dell’uomo: da Ombre Rosse a Thelma e Luise. Quante volte ho visto al cinema le immagini di questa pista naturale e mi è sembrato che fosse su di un altro pianeta… ed oggi sono qui. La Monument Walley appartiene al popolo Navajo “finchè l’erba crescerà nei prati e l’acqua dei fiumi correrà verso il mare”. Così recita il Trattato del governo degli Stati Uniti che sancisce la perpetua proprietà della tribù su questa sterminata riserva che è riconosciuta ovunque come l’anima della leggenda indiana dove la vita rappresenta soltanto ”…lo sfavillare di una lucciola nella notte, il respiro sbuffante di un bisonte nell’inverno, la breve ombra che scorre sopra l’erba e si perde dentro il sole…” In questa terra, sacra per i Navajos, si percepisce la loro spiritualità basata su forme di esistenza equilibrate, in armonia con la natura, con la terra e con sé stessi. Ci sono quindi norme severe da rispettare per i visitatori, prima fra tutte Non uscire dal percorso segnato. La visita del Tribal Park richiede circa 3 ore: se vivrò, mi riprometto di tornare qui per ripercorrere questo sentiero a piedi e solo con me stesso. Ripartiamo per Kayenta dopo un pranzo frugale consumato sulla terrazza panoramica del Visitor’s Center, e puntiamo verso Chinle ; il viaggio di 3 ore attraversa una regione che conserva i colori e le conformazioni della Monument Valley. Nel tardo pomeriggio riusciamo a seguire la strada che costeggia a SE il Canyon de Chelly. Ci fermiamo ogni tanto sui punti più panoramici fino al termine della carrozzabile sulla vista dello Spider Rock, un obelisco di oltre 100 m. di altezza. La luce del crepuscolo che proietta la sua ombra dentro il canyon, ci lascia ammutoliti. Da Mexican Hat a Chinle abbiamo percorso 109 miglia.
Dormiamo al THUNDERBIRD LODGE di Chinle vicino al Visitor’s Center del Canyon Park.


MERCOLEDI 20 MARZO 2002

Rispetto al nostro programma abbiamo un vantaggio di oltre mezza giornata, così decidiamo, prima di andare a N, di fare un “salto “ verso il sud dell’Arizona per visitare la Petrified Forest National Park. Partiamo di buon’ ora, sempre attraverso strade di piatta prateria. Prima la U.S. 191 poi la Intestate 40 che taglia in due il Parco. I reperti geologici sono sparsi in aree lontane tra loro; noi riusciamo a visitarle tutte e a constatare come il legno dei tronchi si sia trasformato in durissima roccia in un processo chimico durato milioni di anni senza modificare la sembianza della sostanza


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