Pagine: 1,
2,
3,
4,
5,
6,
7,
8,
9,
10,
11,
12,
13,
14,
15,
16
di Roberto Viviani
13° giorno: mercoledì 15 agosto 2001: PAGE - PANGUITCH
La sveglia per una volta non è all'alba ma verso le 8. Nonostante la pizza della
sera stia ancora girovagando per i nostri stomaci siamo affamati. Troviamo un
posto gestito da indiani dove, essendo giorno festivo, un discreto numero
di americani a Page per il weekend con tanto di barca al seguito stanno consumando
le loro colazioni (il lago Powell, grandissimo e con scenari notevoli, è meta
nei fine settimana per molti americani). Io, Alessandro, Diego e Simona 1 come
al solito optiamo per una colazione tipicamente americana e ipercalorica con notevoli
ripercussioni sul fegato. Conclusa la laboriosa pratica culinaria, prima di partire
in direzione Bryce Canyon andiamo a vedere la grande diga sul lago Powell. Al
Visitor Center io e Diego, forse per l'aria festosa del ferragosto, ci divertiamo
come pazzi e con atteggiamenti piuttosto ambigui. A proposito la foto di Diego
del lago è venuta piuttosto bene forse anche per merito mio. Il lago visto dall'alto
della diga è stupendo e gli scenari sono proprio quelli di un film Western. Andando
però successivamente verso la riva scopriamo che è fortemente inquinato, tanto
da essere vietata la balneazione. Rinunciato alla gita in barca per il costo non
elevato ma proibitivo, siamo pronti per raggiungere il Bryce Canyon che si rivelerà
l'ennesima tappa strepitosa di questo viaggio. Imboccata la highway 89 dopo alcuni
chilometri passiamo il confine e entriamo per la seconda volta nello stato dello
Utah. Dopo circa mezz'ora raggiungiamo Kanab, piccola cittadina che per i suoi
scenari naturali è stata utilizzata come set cinematografica di moltissimi film
Western, tanto da essere chiamata "the little Hollywood". Entriamo in un negozio
particolare in quanto nel retro troviamo un set cinematografico; con una tipica
cittadina del west dell'800 con tanto di saloon, diligenza, barbiere e banca.
Il negozio è molto particolare per il numero di articoli tipici in vendita. Dai
Cd di musica country all'abbigliamento da vero cow boy (anche per i bambini).
Dopo qualche acquisto riprendiamo la nostra strada. Come al solito prendiamo
la quotidiana dose di pioggia e anche un ingorgo in pieno deserto. Dopo alcune
ore arriviamo in prossimità del Bryce Canyon. Troviamo una camera in un grazioso
motel a Panguitch. Lungo la strada abbiamo visto la locandina di un rodeo. Nonostante
la stanchezza decidiamo di andare a vedere. Purtroppo arriviamo quando è già tutto
finito. Delusi ci consoliamo con una enorme bistecca in una vicina steak house.
E' una serata molto bella e fredda (d'altronde ci troviamo a oltre 2.000 metri
di altitudine), il cielo spazzato da un vento leggero è un tappeto di stelle.
Un'altra splendida giornata americana giunge alla sua fine. Questa terra
da sempre sogno per intere generazioni offre continuamente grandi sensazioni,
forse più che per una particolare bellezza per ciò che rappresenta e che
ha rappresentato. Chi ama gli scritti di Kerouac dei suoi viaggi su e giù per
l 'America non può che provare una forte attrazione per la strada americana. La
strada non sempre e solo una striscia di asfalto contornata da paesaggi. Molte
volte può rappresentare molto di più: un ideale, un sogno, un' emozione, una storia
vissuta o da vivere. Per Kerouac la strada rappresentava una fuga, sofferta e
grandiosa, scintillante e miserabile dalla vita quotidiana e dalla società che
lo opprimeva. Ancora oggi per molti può essere così; quando imbocchi una strada
non ci deve essere necessariamente un punto di arrivo. Tornati al motel
puntiamo le sveglie ad un'ora terribile, le 5.30 !!! ma l' alba al Bryce Canyon
è da non perdere.
Pagine: 1,
2,
3,
4,
5,
6,
7,
8,
9,
10,
11,
12,
13,
14,
15,
16
|
[Utenti collegati in questo momento: 90]
|
Torna su
|