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di Roberto Viviani
15° giorno: venerdì 17 agosto 2001: LAS VEGAS - FRESNO.
Lasciamo Las Vegas nelle prime ore del mattino, la temperatura è giàinfuocata
e ci attende un lungo viaggio fino al Sequoia national park (sono almeno 600 chilometri).
Mi metto alla guida pronto ad affrontare almeno 3 ore di deserto; dopo 150 chilometri
di nulla e qualche ghost town incrociamo la sonnolenta cittadina di Barstow dove
ci fermiamo per fare benzina e per un caffè. Qui dobbiamo lasciare l'autostrada
che prosegue verso Los Angeles e prendere la 58. Temiamo per la tenuta della macchina
visto che la temperatura non accenna a diminuire. Unico obiettivo è di arrivare
il prima possibile alla fine del deserto. Finalmente verso mezzogiorno cominciamo
a vedere un po' di vegetazione, abbiamo infatti superato da alcuni chilometri
la cittadina di Mojave la quale segnala l' inizio del deserto che porta lo stesso
nome. Un'ora più tardi superiamo un gruppo di colline e scendiamo nella San Joaquin
valley. A Bakersfield ci fermiamo per pranzare; dopo qualche ricerca troviamo
un ristorantino all' interno di una graziosa villetta dove una gentilissima signora
ci propone il menù del giorno. La San Joaquin valley è una fertile e enorme pianura
che si estende da Bakersfield fino a Sacramento. Qui mi sembra abbiamo girato
la famosa serie "La grande vallata" e il film "Il profumo del mosto selvatico".
E' in questa valle che si produce il famoso vino californiano esportato in tutto
il mondo, senza contare la variegata produzione agricola. Il paesaggio è simile
alla nostra pianura padana, ogni metro di terra è coltivato e il traffico è notevole.
Nel volgere di poche ore di viaggio il paesaggio si è completamente mutato. Dai
colori tenui del deserto al verde intenso della pianura. Da zone completamente
disabitate e inospitali del deserto del mojave intervallate da sonnolente
cittadine, a questa ridente valle dove la densità di popolazione è notevole
e le cittadine si susseguono una dopo l' altra e appaiono laboriose e produttive.
Percorriamo per un'ottantina di chilometri la highway 99 fino a Visalia per poi
imboccare la 198 che ci condurrà alle montagne della Sierra Nevada. All'entrata
il Sequoia Park ci
lascia un po' interdetti; di sequoie neppure l'ombra e il paesaggio circostante e scarso di vegetazione e bruciato dal sole. Ci fermiamo al visitor center e prenotiamo il motel a Fresno, la temperatura è micidiale e le sequoie dove sono? Ripartiti e dopo almeno mezz'ora finalmente ci si presenta davanti agli occhi il paesaggio che ci aspettavamo; foreste di sequoie altissime e temperatura frizzante di alta montagna. Dopo aver fatto alcune soste arriviamo finalmente al generale Sherman l'essere vivente più grande (83 metri di altezza, 11 di diametro e 31 di circonferenza) e vecchio del mondo (3.000 anni). Purtroppo non abbiamo molto tempo in quanto sono le 18 passate. Percorriamo tutta la general Highway (che attraversa tutto il parco) fino a raggiungere un'altra famosissima sequoia: il generale Grant. Un po' più piccola ma altrettanto incredibile. Facciamo una passeggiata in questa parte del parco; con l'imbrunire camminare in mezzo a questi giganti è un'esperienza da non perdere, il tramonto trasforma il paesaggio in qualcosa di trascendentale e mistico. Più viene buio e più siamo attratti e spaventati da questo luogo magico e un po' timorosi riprendiamo la strada verso il parcheggio. Abbiamo vissuto uno dei momenti più affascinanti e intensi di questo viaggio, ma è ormai molto tardi e dobbiamo arrivare fino a Fresno; malinconicamente ci avviamo verso la macchina restii a lasciare questo parco rapiti ormai dalla sua struggente bellezza. Nella strada che scende a valle ci fermiamo a mangiare in un ristorante isolato ma carino; vista l'ora tarda per gli americani (sono quasi le 21.00) ci preparano solo degli hamburger. Arriviamo a Fresno molto tardi distrutti dopo una giornata massacrante; trovato il motel non vediamo che il letto. Domani ci aspetta una giornata allo Yosemite. 16° giorno: Sabato 18 agosto 2001: Fresno - Modesto Ci alziamo come sempre ad un'ora terribile. Dopo la solita energetica colazione ci dirigiamo in direzione Yosemite. Non mi soffermerò più di tanto in quanto questa giornata è l'unica da dimenticare in questo viaggio. Il parco ci ha deluso profondamente, forse la stagione non era quella giusta. Abbiamo trovato un caldo terribile, la famosa cascata era priva di acqua come tutti i torrenti. Ci siamo chiesti se ci trovavamo in montagna oppure ancora nel deserto del Nevada. Dopo un pranzo veloce in un self service e una fugace passeggiata in boschi bruciati e tra torrenti in secca siamo tornati all'auto e, dopo aver prenotato il motel, diretti verso Modesto. L' arrivo prima del previsto ci ha permesso finalmente di riposare prima della cena. Finalmente riusciamo ad accontentare Simona 2 e mangiare al Kentucky fried chichen. A pasto consumato il giudizio su questa catena di ristoranti è ottimo. Purtroppo resterà l'unica esperienza in questo viaggio. Riusciamo ad andare a dormire ad un'ora decente delusi però da questa giornata. Ci addormentiamo con davanti agli occhi il Golden gate e l'isola di Alcatraz; le nebbie di S.Francisco ci aspettano, domani finalmente saremo in quella che viene universalmente riconosciuta come la città più libera e cosmopolita del mondo.
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