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di Roberto Viviani
21° giorno: mercoledì 22 agosto 2001: Los Angeles (Universal Studios). Alle 8.00 siamo già davanti ai cancelli degli studios. Il biglietto è piuttosto salato (35 $) ma questo è uno dei posti che non si possono perdere. Appena entrati si capisce di essere entrati in uno dei posti in cui la finzione americana tocca uno dei suoi punti massimi. Ogni angolo ci riporta alla mente film che hanno fatto la storia del cinema: dallo squalo a terminator, passando per Jurassic park, ET e ritorno al futuro. Cominciamo con quella che per me rimarrà la parte più interessante della giornata. A bordo di un trenino su gomma partiamo alla scoperta degli studios, quelli veri dove si girano i film (infatti dal trenino non si può scendere). Si alternano esterni con villaggi western, l'America degli anni '20, foreste e il motel di Psyco. C'è la cittadina di Amity ville con un lago dove girarono parecchie scene dello Squalo; e, mentre lo attraversiamo un'enorme squalo (che sembra proprio vero) ci assale spalancando enormi fauci. Vediamo poi anche molti interni tra i quali una stazione della metropolitana che a causa di un terremoto viene completamente distrutta per poi ricomporsi in pochi secondi mentre ce ne andiamo. Nel resto della giornata giriamo tutto il parco senza perderci nessuna delle attrazioni e degli spettacoli, un vero tour de force, anche perché per ognuna dobbiamo affrontare lunghe code. Quindi eccoci solcare pericolose rapide a bordo di un gommone nel mondo giurassico; percorrere su una bicicletta gli straordinari scenari di ET. Tremenda la macchina di ritorno al futuro con i suoi viaggi virtuali. Tra gli spettacoli da non perdere Watergate e il cinema tridimensionale di terminator. E oltre a questi tante altre cose che fanno passare in un lampo l'intera giornata. Alla sera siamo veramente distrutti e io ho addirittura la febbre. Non avendolo provato a San Francisco vogliamo mangiare cinese e troviamo un ristorante proprio appena al di fuori degli studios. Risulterà essere la peggior cena dell'intero viaggio, forse anche perché stavo male, ma comunque il cibo cinese americanizzato è una vera schifezza. Siamo ormai agli sgoccioli di questo viaggio straordinario, la stanchezza della vita on the road si fa sentire, ma il pensiero del ritorno alla vita di tutti i giorni è veramente terribile e un po' di tristezza assale un po' ognuno di noi. Con questi pensieri torniamo al motel per trascorrere la nostra terz'ultima notte americana. Domani percorreremo gli ultimi 200-250 degli ottomila chilometri in terra americana, da Los Angeles a S.Diego, dove venerdì visiteremo il parco marino di sea world e sabato prenderemo l'aereo del ritorno (Ahimè!).
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