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di Roberto Viviani
22°.,23° e 24° giorno: 23, 24 e 25 agosto 2001: Los-Angeles-S.Diego-Detroit-Amsterdam-Torino. Questa è una delle pochissime mattine in cui ce la siamo presa veramente comoda. Tanto dobbiamo solo arrivare a S.Diego. La malinconia di questi ultimi giorni sta contagiando anche il mio racconto che per questi due giorni finali sarà particolarmente stringato. Dopo la solita iper-calorica colazione (la tristezza non ha minimamente intaccato il solito bestiale appetito) e dopo aver percorso un'altra bella porzione di tangenziali eccoci sulla 5 direzione S.Diego. Anche questo tratto di strada è veramente spettacolare (soprattutto nei pressi di Oceanside) e il tempo è veramente magnifico. Anche se annebbiato dalla febbre e nel torpore del dormiveglia riesco comunque ad apprezzare una natura straordinariamente selvaggia . Nel pomeriggio arriviamo a S.Diego dove ci concediamo un bel pomeriggio di relax. Alla sera per la cena andiamo in un Denny's e dopo una bella passeggiata per S.Diego tutti a nanna. Ci aspetta l'ultima giornata americana al parco di Sea World. La giornata al parco è stata molto bella in modo particolare dal punto di vista atmosferico. Eccezionali gli spettacoli dei delfini e delle orche; ma tra acquari e vasche abbiamo potuto ammirare moltissime altre specie marine e non. E' innegabile che tutti questi animali prigionieri e utilizzati per far divertire la gente fanno veramente una pena enorme. La giornata (l'ultima giornata americana) è volata via tra uno spettacolo e l'altro tra cui un bellissimo spettacolo di equilibristi direttamente sull'acqua; una miscela di salti, tuffi e peripezie varie, un insolito circo marino insomma. Purtroppo la sera è arrivata in fretta e il pensiero dell'ultima notte prima di tornare nel nostro mondo reale ci ha reso tutti un po' più tristi. Di questa giornata, forse complice la febbre, mi è rimasto un ricordo un po' velato, e non mi ricordo neppure cosa abbiamo fatto l'ultima nostra sera americana, ma forse è giusto così. E' normale ricordare con più fatica i momenti meno piacevoli; di sicuro ad un certo punto siamo andati a dormire, su questo fatto non ci sono dubbi come non c'è il minimo dubbio che nella tarda mattinata di sabato 25 agosto abbiamo nostro malgrado portato la nostra auto nel parcheggio Alamo dell'aeroporto di S.Diego; è stato un distacco veramente doloroso, con essa abbiamo percorso 5.000 chilometri attraversando posti meravigliosi che resteranno nei nostri ricordi. Allontanandoci con il pulmino le ho lanciato un'ultima occhiata, quell'anonima macchina era diventata ormai simbolo di un viaggio giunto alla fine; un aereo ci aspettava per riportarci a casa. Purtroppo ci sono momenti nei quali si desidera che una cosa non finisca mai; questo era uno di quei momenti. Questo viaggio tanto atteso aveva davvero superato le aspettative; nella mia vita si è rivelato un autentico giro di boa, per un' incredibile serie di fatti successivi che l'hanno cambiata n maniera definitiva sia in negativo che in positivo, con netta preponderanza del negativo. Per queste ragioni anche se in futuro come spero farò altri viaggi, la rilevanza simbolica di America 2001 rende questo viaggio inimitabile e insuperabile nel bene e nel male. In un afoso pomeriggio di domenica 26 agosto un aereo della Klm proveniente da Amsterdam riconsegna a Torino e alla vita reale 6 vagabondi di ritorno dalla loro avventura, come sempre accade dopo molte ore di aereo e di fuso orario ci si trova in uno stato abbastanza confusionale e offuscato, che è fondamentale per attutire e posticipare a livello mentale l'accettazione della fine di un periodo eccezionale e la ripresa di un periodo normale (che corrisponde al 99,9% della nostra vita). Conclusioni: spero di essere riuscito a trasferire su questo foglio almeno una buona parte di quello che è stato questo viaggio. La mia intenzione era quella di non limitarmi ad un freddo diario in cui sciorinare percorsi e luoghi alla stregua di un depliant di viaggi. Ho cercato il più possibile di trasmettere emozioni che sono la vera essenza del viaggio e del vagabondare. L'esserci riuscito almeno in parte costituirebbe per me motivo di grande orgoglio, ma il giudizio spetta a chi leggerà queste pagine. Spero inoltre di essere riuscito a trasmettere un po' della mia immensa passione per l' America, per le sue strade, i suoi deserti, le sue contraddizioni e perché comunque continua ad essere simbolo di un grande sogno; e i sogni sono necessari per la nostra vita come l'ossigeno per i nostri polmoni. Purtroppo il passaggio dei pensieri e dei ricordi dalla propria testa ad un foglio bianco non è cosa facile a meno di possedere il talento di un grande scrittore, quindi chiedo scusa per i sicuri errori grammaticali e di sintassi. Credo comunque di aver dato un po' di utili informazioni a chi avrà la fortuna di compiere un viaggio di questo genere. Il mio consiglio per tutti è quello di viaggiare per viaggiare; certo fermatevi nei posti di interesse turistico come monumenti, parchi naturali, grandi città e via discorrendo, ma provate anche ad imboccare una strada e andare, andare e ancora andare.bruciando dentro come un fuoco vivo, vi sentirete più liberi che mai senza orari e senza obiettivi da raggiungere, senza nulla di cui rendere conto e senza regole da rispettare, senza rimpianti e senza dolori; credo che questo sia quello che ognuno di noi sogna ogni mattina prima di iniziare una nuova e faticosa giornata, ma come ho già detto sopra i sogni......
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