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di Roberto Viviani
6° giorno: mercoledì 8 agosto 2001; ROCHESTER - BOSTON.
La sveglia come al solito è prestissimo e implacabile. Usciti da Rochester prendiamo
la Highway nr. 20 destinazione Boston. Questa parte dello stato di New York
è bella , verde ma anche molto piatta. Lungo il tragitto attraversiamo alcune
cittadine di provincia molto caratteristiche, e notiamo che a differenza dell'Italia
qui non ci sono i cartelli indicanti il nome della città o del paese. Ci accorgiamo
ben presto che purtroppo dobbiamo andare a prendere l'autostrada, altrimenti a
Boston rischiamo di arrivarci il giorno dopo. L'autostrada nr. 90 è un lungo e
noioso rettilineo che, passando dalla Capitale dello stato di New York (Albany)
ci porterà fino a destinazione sulle rive dell'Atlantico. Ci fermiamo a mangiare
in un autogrill, e ripartiamo cambiando autista; al posto mio si mette alla guida
Diego pronto a mordere l'asfalto e a superare, come suo solito, i limiti
di velocità. In auto cala il silenzio, tutti dormono distrutti dalla noia; io
cerco di stare sveglio per fare compagnia all'autista, piuttosto sofferente.
Dopo alcune ore entriamo nello stato del Massachusetts e decidiamo di fare una
sosta uscendo dall'autostrada. Ci fermiamo ad un Wendy, catena di gelaterie e
snack vari. Il posto sembra uscire da un film di Walt Disney ed è pieno di famiglie
con bambini. Tutta l'America è piena zeppa di posti come questo: Mcdonald's, Burger
king, Tacos bell, Frendly's ecc.; un parcheggio enorme, un supermercato e un immancabile
fast food. Sono la fotocopia uno dell'altro; qui tutto è standardizzato, e soprattutto
è tutto concepito in funzione delle automobili. In questi posti arrivare a piedi
è difficile e pericoloso. I discendenti dei gloriosi pionieri sembra che sappiano
muoversi solo seduti nelle loro auto. Quindi dall'America aspettatevi molto
dalle sue strade, dalla sua natura, dai suoi straordinari paesaggi, dalla sua
storia anche se recente, ma se riuscite state lontani dalle grandi città e dalle
autostrade. Cercate la vera America nelle piccole cittadine di province, nelle
strade secondarie, nelle strade sterrate dei deserti dell' Ovest; questa America
vi resterà dentro e vi farà venir voglia di ritornare. Ripartiamo per Boston con
il terzo autista alla guida, Alessandro, che, dopo aver dormito quasi tutto il
giorno è perfettamente in forma e pronto a condurci a destinazione. Decidiamo
di andare a dormire a Salem, il paese delle streghe a pochi chilometri da Boston.
Arriviamo che è molto tardi (in America si mangia molto presto e alle 21 e già
difficile trovare un posto che ancora dia da mangiare). Dopo aver cenato cerchiamo
un motel e l'impresa si rileverà molto ardua. Finalmente all'ennesimo tentativo
troviamo due camere in un Super 8 e, Alessandro, ormai sfinito e coi muscoli addominali
e rettali distrutti si lancia verso il bagno; quando esce sembra un Highlander
dopo un'epica battaglia.
Finalmente dopo una giornata di viaggio andiamo a dormire. Il giorno seguente
visiteremo prima Salem e poi Boston, la città di Harvard.
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