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di Roberto Viviani
8°-9°-10° giorno: venerdì 10 agosto 2001- sabato 11 e domenica 12: Boston
-
Denver
Ci svegliamo di mattina presto. Dobbiamo preparare i bagagli perché nel pomeriggio
ci aspetta l'aereo per Denver, e nella mattinata dobbiamo continuare la visita
di Boston. Prendiamo uno di quei pulmini turistici con il quale giriamo gran parte
del centro città, passiamo anche davanti alla celeberrima università di Harvard,
dove i figli più fortunati dell'America più ricca costruiscono il loro dorato
futuro per la modica cifra di un'ottantina di milioni all'anno. Qui assicurano
che, a differenza dell'Italia, i soldi spesi per l'Università sono un vero e proprio
investimento. Vediamo poi il distretto finanziario con i suoi grattacieli e percorriamo
tutta la zona del porto. Scendiamo a North end, vecchio quartiere del porto dove
vivevano gli immigrati all' inizio del 20° secolo, si potrebbe definire la little
Italy di Boston; qui si tengono feste religiose, processioni e feste varie in
memoria delle vecchie tradizioni italiane. Percorriamo il quartiere in direzione
centro, i bar somigliano molto a quelli italiani, ma penso che gli Italiani rimasti
siano pochi; si tratta per di più di discendenti che hanno dimenticato la lingua
dei loro padri e sono ormai americani al 100%. Si è fatto ormai particolarmente
tardi, tra due ore dobbiamo riconsegnare l'auto e andare in aeroporto per il check
in; ci fermiamo in un bar con scritte italiane, anche l'arredamento interno ricorda
un bar italiano. Io e Diegone (lo chiamiamo così, ma non dipende assolutamente
dalla panza) proviamo un panino con la mortadella; sappiamo di rischiare grosso,
ma ci va bene, il panino è molto buono anche se molto caro (6 dollari).
Finito il pranzo proviamo anche l' espresso (in sostituzione per una volta del
beverone americano), buono quasi come nei bar italiani. Alle 13.00 circa diamo
l'addio all'auto con la quale abbiamo percorso 2.500 chilometri dell'Est americano.
Arriviamo in aeroporto è abbiamo subito una brutta sorpresa: il nostro volo per
Detroit è stato annullato per brutto tempo. E' l'inizio di una brutta avventura
che ci dimostrerà che non solo in Italia si può essere vittime di ritardi e disfunzioni.
Dopo interminabili discussioni con il personale agli sportelli capiamo che dovremo
trovarci un albergo per la notte perché fino alle 13 del giorno successivo non
ci sarà un altro aereo. Ma non è ancora finita perché l'aereo il giorno dopo parte
con un ritardo mostruoso e, arrivati a Detroit con oltre due ore di ritardo perdiamo
la coincidenza per Denver. Siamo un'altra volta costretti a trovare un albergo
e aspettare il giorno successivo. Tutto questo ci ha fatto arrivare a Denver domenica
12 agosto alle ore 18.00 invece che venerdì 10; abbiamo perso ben due giorni in
un programma di viaggio già strettissimo. Il problema è come recuperarli; salteremo
mezza giornata rinunciando a Canyonlands, altra mezza giornata la recupereremo
tra Grand Canyon e Bryce Canyon e un giorno intero lo toglieremo alla California.
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