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PRIMA PARTE DEL VIAGGIO: UNA SETTIMANA ALL’EST
1° giorno: venerdì
3 agosto 2001. Torino - Washington
Ore 4.30 suona la sveglia. E’ il giorno fatidico, all’Aeroporto
di Caselle (Torino) ci aspetta l’aereo che, dopo uno scalo ad Amsterdam
ci porterà alla nostra destinazione: Washington. Viaggiamo con
la KLM e NorthWest. Ci ritroviamo nella hall dell’aeroporto tutti
e sei assonnati ma emozionati per l’avventura che ci aspetta.
Dopo parecchie ore di viaggio finalmente atterriamo a Washington nelle
prime ore del pomeriggio. Il tempo è bellissimo ma il caldo insopportabile.
La prima cosa che abbiamo capito, confermata poi dalle altre città
dell’Est., è stata che il mese di agosto non è sicuramente
il migliore, dal punto di vista climatico per fare questo viaggio. Raggiungiamo
subito il parcheggio di Alamo per ritirare la nostra auto, una monovolume
da 7 posti. Sistemati i bagagli Alessandro si sistema al posto di guida
cercando di prendere confidenza con il cambio automatico anche se con
il braccio destro cerca di continuo la leva cambio che non c’è,
sbeffeggiato continuamente da noi tutti. Il tragitto dall’aeroporto
a Washington non è lungo per chi conosce le strade; per noi che
stanchi del viaggio in aereo e freschi vagabondi delle strade americane
il tempo per raggiungere la capitale si rivelerà lunghissimo. Ma
ormai siamo presi dal viaggio che ci aspetta e alcuni piccoli intoppi
non possono fermare la nostra corsa alla scoperta dell’Est americano.
E’ ormai tarda sera quando finalmente troviamo il giaciglio per
la notte; ci troviamo a Capitol hts., un sobborgo alla periferia di Washington.
Prendiamo due camere al Motel 6 dopo aver notato di essere gli unici bianchi
(capiamo di essere in un quartiere nero), le camere sono peggiori di qualsiasi
immaginazione, ma la stanchezza è troppo grande per cercare un
altro posto. Dopo una cena a base di hamburger in un vicino Mc Donald’s
andiamo a dormire. Il giorno seguente vedremo luoghi simbolo degli Stati
Uniti.
2° giorno: sabato 04 agosto 2001 -
Washington
Al mattino sveglia molto presto e dopo una mezz’ora
siamo in strada direzione centro città. Trovato parcheggio per
l’auto nei pressi della sede della FBI c’incamminiamo alla
scoperta della capitale. Prima però ci aspetta la prima colazione
americana, che come quelle successive sarà ipercalorica. La prima
visita spetta di diritto alla Casa Bianca che però non ci sembra
una cosa nuova (l’abbiamo vista in troppi film); chiesta udienza
non concessaci a Bush proseguiamo verso il Lincoln Memorial (ricordate
Forrest Gump che durante la premiazione per meriti di guerra riconosce
la sua amata e corre dentro l’acqua?), il Vietnam veterans memorial
e dopo aver attraversato un infuocato Arlington memorial bridge visitiamo
a bordo di un simpatico trenino l’Arlington National cemetery (con
tutte le sue lapidi rettangolari bianche) soffermandoci alla tomba di
John Kennedy.
Tornati indietro con la metropolitana non abbiamo più tempo per
la visita al museo dell’olocausto che avevamo prenotato; ci avviamo
quindi alla macchina per dirigerci in direzione Baltimora. Siamo molto
stanchi e decidiamo di comprare del cibo in un supermercato e mangiare
in camera. Troviamo un motel a metà strada tra Washington e Baltimora
(che distano non più di 60 chilometri) che non è eccelso
ma a differenza di quello della sera prima ci sembra il Danieli di Venezia.
Abbiamo percorso i nostri primi chilometri sulle strade americane e molti
ancora ne dovremo percorrere. Washington si è rilevata una città
più bella di come ci aspettavamo; l’abbiamo trovata pulita
e ordinata, con molto verde e un traffico accettabile (forse perché
era sabato) e anche con molte cose da vedere. Domani ci aspetta Baltimora
e in serata arrivo a Philadelphia, andiamo a dormire con in testa la musica
di Rocky.
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