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5° giorno: martedì 7 agosto 2001: Elmira – Cascate del
Niagara - Rochester
Dopo un po’ di ore di sauna ci alziamo e ci prepariamo per percorrere
i chilometri che ci separano dalle cascate del Niagara. Purtroppo dobbiamo
abbandonare la strada nr. 6 che prosegue verso Ovest e prendere la nr.
15 verso Nord. Dopo una trentina di chilometri (più o meno) lasciamo
lo stato della Pennsylvania ed entriamo nello stato di New York. Arriviamo
alle cascate appena dopo mezzogiorno. E’ inutile negare ma visti
i numerosi giudizi negativi siamo un po’ prevenuti. Oltretutto quello
che vediamo intorno è veramente troppo “americano”;
attraversiamo infatti una miriade di alberghi, campeggi, locali vari,
sembra di essere sulla riviera romagnola. Non ci sembra possibile poter
rovinare in questo modo una meraviglia della natura. Fortunatamente le
cascate sono invece molto belle. La portata d’acqua ed il salto
sono veramente impressionanti. Queste bellezze naturali ci ripagano degli
scempi visti in precedenza. Io e mia moglie (Simona 1) decidiamo di fare
il giro in battello fino sotto le cascate, gli altri preferiscono una
passeggiata nel parco. Torniamo completamente fradici; ma è stato
veramente straordinario, abbiamo toccato con mano la potenza della natura.
E’ stato indimenticabile, il nostro battello nel punto più
vicino alle cascate è stato completamente coperto dall’acqua.
Dopo esserci asciugati raggiungiamo i nostri compagni e, dopo un bel caffè
e un po’ di riposo ci accingiamo a proseguire il nostro viaggio.
Alessandro alla guida e Diego navigatore decidono di prendere la strada
che costeggia il Lago Ontario. A vederlo si direbbe sia un mare tanto
è grande. Ci dirigiamo verso Est ammirando un bellissimo tramonto.
Sono questi i momenti più belli del viaggio; quando la natura ti
regala grandi emozioni non vorresti essere da nessun’altra parte,
e vivi questi momenti come irripetibili sicuro che ti rimarranno per sempre
nel cuore. Dopo un paio d’ore (forse tre) quando ormai la notte
è calata arriviamo a Rochester e cerchiamo un albergo dove trascorrere
la notte. Ci fermiamo ad un Days hotel a ridosso dell’autostrada.
E’ molto bello e confortevole. Ci voleva dopo l’ultima notte.
Siamo molto stanchi (come tutte le sere), compriamo qualche pizza da Pizza
Hut che sbraniamo in albergo. Mangiare la pizza in America è molto
pericoloso per degli Italiani; comunque provate quella di Pizza Hut, è
abbastanza abbordabile. Andiamo a dormire sapendo che il giorno seguente
sarà esclusivamente di spostamento. Dobbiamo arrivare a Boston
(più di 800 chilometri), sarà una delle tappe più
lunghe di tutto il viaggio. Ci addormentiamo pronti ad attraversare in
un solo giorno quasi tutto lo stato di New York ed il Massachusetts.
6° giorno: mercoledì 8 agosto 2001; ROCHESTER – BOSTON.
La sveglia come al solito è prestissimo e implacabile. Usciti
da Rochester prendiamo la Highway nr. 20 destinazione Boston. Questa parte
dello stato di New York è bella , verde ma anche molto piatta.
Lungo il tragitto attraversiamo alcune cittadine di provincia molto caratteristiche,
e notiamo che a differenza dell’Italia qui non ci sono i cartelli
indicanti il nome della città o del paese. Ci accorgiamo ben presto
che purtroppo dobbiamo andare a prendere l’autostrada, altrimenti
a Boston rischiamo di arrivarci il giorno dopo. L'autostrada nr.
90 è un lungo e noioso rettilineo che, passando dalla Capitale
dello stato di New York (Albany) ci porterà fino a destinazione
sulle rive dell’Atlantico. Ci fermiamo a mangiare in un autogrill,
e ripartiamo cambiando autista; al posto mio si mette alla guida Diego
pronto a mordere l’asfalto e a superare, come suo solito, i limiti
di velocità. In auto cala il silenzio, tutti dormono distrutti
dalla noia; io cerco di stare sveglio per fare compagnia all’autista,
piuttosto sofferente.
Dopo alcune ore entriamo nello stato del Massachusetts e decidiamo di
fare una sosta uscendo dall’autostrada. Ci fermiamo ad un Wendy,
catena di gelaterie e snack vari. Il posto sembra uscire da un film di
Walt Disney ed è pieno di famiglie con bambini. Tutta l’America
è piena zeppa di posti come questo: Mcdonald’s, Burger king,
Tacos bell, Frendly’s ecc…; un parcheggio enorme, un supermercato
e un immancabile fast food. Sono la fotocopia uno dell’altro; qui
tutto è standardizzato, e soprattutto è tutto concepito
in funzione delle automobili. In questi posti arrivare a piedi è
difficile e pericoloso. I discendenti dei gloriosi pionieri sembra che
sappiano muoversi solo seduti nelle loro auto. Quindi dall’America
aspettatevi molto dalle sue strade, dalla sua natura, dai suoi straordinari
paesaggi, dalla sua storia anche se recente, ma se riuscite state lontani
dalle grandi città e dalle autostrade. Cercate la vera America
nelle piccole cittadine di province, nelle strade secondarie, nelle strade
sterrate dei deserti dell’Ovest; questa America vi resterà
dentro e vi farà venir voglia di ritornare.
Ripartiamo per Boston con il terzo autista alla guida, Alessandro, che,
dopo aver dormito quasi tutto il giorno è perfettamente in forma
e pronto a condurci a destinazione. Decidiamo di andare a dormire a Salem,
il paese delle streghe a pochi chilometri da Boston. Arriviamo che è
molto tardi (in America si mangia molto presto e alle 21 e già
difficile trovare un posto che ancora dia da mangiare). Dopo aver cenato
cerchiamo un motel e l’impresa si rileverà molto ardua. Finalmente
all’ennesimo tentativo troviamo due camere in un Super 8 e, Alessandro,
ormai sfinito e coi muscoli addominali e rettali distrutti si lancia verso
il bagno; quando esce sembra un Highlander dopo un’epica battaglia.
Finalmente dopo una giornata di viaggio andiamo a dormire. Il giorno seguente
visiteremo prima Salem e poi Boston, la città di Harvard.
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