I parchi del South West USA
" …..per la stessa ragione del viaggio…… viaggiare !" F.De Andrè
Dedicato a quelli che non sopportano il “tutto incluso”
Sono molti i diari di viaggio che si possono trovare sul Web, e fra di essi molti riguardano l’area degli Stati Uniti che è stata méta di questo viaggio: E diversi di questi hanno avuto l’attenzione di chi scrive e alcuni sono stati molto utili. Questo si vuole aggiungere a quelli che ci sono con una piccola ambizione (che ci sia perdonato!): non quindi il dipanarsi del viaggio, non solo i luoghi e le impressioni, ma anche e soprattutto qualche suggerimento per coloro che decidono di partire “in proprio”, rinunciando al temibile “viaggio organizzato”. Ci si riuscirà??? Sarebbe bello sapere che a qualcuno è servito leggerlo.
Il Viaggio
Il West ed i suoi miti (i buoni ed i cattivi, i colonizzatori ed il buon selvaggio, la natura ed il sogno americano), e poi gli spazi infiniti, le strade infinite, i parchi ed il lento, incessante, paziente e fantasioso lavoro della natura sono i temi di un viaggio che molti, prima o poi, vorrebbero fare. Il nostro è un itinerario abbastanza "classico" e ruota attorno ai quattro stati dell’ovest che formano l’area cosiddetta dei "Four Corners", l’unico punto degli U.S. dove quattro stati condividono un punto di confine (Colorado, Arizona, New Mexico e Utah). L’ultima parte del viaggio ci porterà nel Nevada, a Las Vegas per poi finire sulla costa del Pacifico e quindi parte della California, la baja di Monterey e la città di San Francisco. Un itinerario attraverso molti dei celebrati parchi nazionali di questa area, alcuni notissimi, altri meno noti, ma che comunque appartengono all’immaginario collettivo e appartengono al cinema, alla letteratura, ai fumetti a alla musica e così finiscono per essere familiari anche a chi non ci è mai stato. Quando si guarderanno le foto scattate, ci vedremo dentro i bisonti e gli indiani, Tex Willer ed i Navajos e poi Thelma e Louise, e Forrest Gump, Tom Joad e John Steinbeck, Cavallo Pazzo che finalmente la fa pagare a quel paranoico del Generale “figlio di un temporale”. Le reazioni e le emozioni a questi spettacoli che può offrire questo nostro piccolo enorme pianeta, alla fine sono un dipiù che si aggiunge alle foto ed ai filmati e alle memorie del viaggio. Fa anche pensare che questo è un grande e bellissimo paese che ha imposto a tutti, volenti o nolenti, un certo “way of life”, ha fatto indossare a tutto il mondo giubbotti e jeans, ha fatto suonare jazz, rythm & blues e rock ‘n roll; è un paese al quale molti guardano con simpatia; basterebbe solo che la smettesse di considerarsi padrone del mondo e di tutte le sue risorse, un altro “popolo eletto” (e non ce ne erano già troppi?).
I Viaggiatori
Sono in cinque e si divideranno diligentemente i compiti, gli oneri e gli onori. Guideranno, prenderanno appunti, faranno le foto ed i filmati, gestiranno il bilancio. Sono eterogenei con la i rapporti con gli autoctoni, alcuni parlano, altri capiscono, una è una giovane promettente apprendista; a parte gli scherzi è bene che qualcuno se la cavi con la lingua inglese. Hanno un "programma di viaggio" che è un po’ un brogliaccio; infatti lo considerano molto flessibile e, salvo alcuni punti irrinunciabili, sono pronti a variare l’itinerario a seconda del tempo (quello delle lancette dell’orologio ma anche quello meteorologico) e anche a seconda di tutte le possibili variabili (emotive, economiche, epidermiche o altro) che possano intervenire. Vi sono tuttavia alcune certezze: si parte da Firenze il 16 agosto, si ritorna da San Francisco il 3 settembre.