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Un weekend a New York - Parte 2
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12 marzo 2001, Bologna

Ieri come ultimo giorno, dopo colazione abbiamo percorso tutta la Sesta strada fino alle Torri Gemelle (il World Trade Center). L'effetto (che molti conoscono) è che siano lì, vicinissime, ma non arrivano mai. Ci mettiamo così circa due ore, e un'altra mezzoretta per arrivare all'imbarco per la Liberty Island, dove vedremo la Statua della Liberta'. Oggi, che siamo a corto di contante (speso praticamente tutto al botteghino per lo spettacolo) e dobbiamo spedire il povero Gabriele ad un bancomat, per pagare il traghetto. Curioso che nella patria delle carte di credito in certi posti non le accettino... Arrivati sull'isoletta, ci accorgiamo che la Statua non è poi così grande, e che per arrivare alla corona ci vogliono circa due ore (che non abbiamo, poichè ci siamo appena sorbiti una fila di un'oretta) e ci limitiamo a qualche foto dal primo balcone.

Così ripreso il battello e tornati indietro ci mettiamo alla ricerca di un ristorante. Ma è domenica e oltre ai negozi, anche i ristoranti chiudono. Soprattutto nel Financial District, dove c'è la Borsa, che vive convulsamente dal lunedi al venerdi, ma che sabato e domenica è deserto. Così torniamo al World Trade Center e mangiamo da Sbarro (Gennaro e Carmela Sbarro, arrivati qui a NY nel 1959, ora hanno una catena di 930 ristoranti in 21 paesi), una catena che richiama i cibi italiani, con pizze improbabili all'aglio, o pasta, non cattiva, ma scotta. Comunque è un self service a peso, ovvero paghi quanti etti di cibo ti vuoi mangiare. Ma, evitando il cibo italiano, la qualità è buona.

Così, ritornati all'alloggio e recuperato il bagaglio, dobbiamo arrivare all'aeroporto. Dalla reception ci danno prezzi folli, e decidiamo (molto newyorker) di fermare un taxi con il braccio. Dopo 20 minuti di inutili tentativi ci facciamo chiamare un'auto blu (prepagata in contanti) che in un ora (giusto in tempo per l'aereo di Eleonora) ci ha portato al JFK. Per noi l'attesa si è prolungata di qualche ora, e il viaggio è stato un po' burrascoso per via di alcuni passeggeri insonni.


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