Il parco dello Yellowstone - Parte 4
Naturalmente non mancano gli avvisi riguardo gli orsi, in particolare per chi decide di soggiornare nei campeggi all'interno al parco. Questi animali sono attirati dal cibo, pertanto bisogna fare attenzione e conservare tutti gli alimenti ben chiusi in appositi sacchetti isolanti, ma soprattutto è necessario cambiarsi gli abiti dopo avere cucinato. Il tutto va poi appeso sui rami alti degli alberi ad almeno una decina di metri di distanza dalla tenda. Bisogna quindi togliersi dalla mente le immagini dei simpatici Yogi e Bubu e soprattutto è meglio evitare di offrire loro cioccolato o dolcetti vari. Sarebbe rischioso perché gli orsi non distinguerebbero il dolcetto dalla mano che glielo porge: infatti vanno matti per entrambe le cose! Decidiamo di rimandare a più tardi la lettura di questo interessante ma tutt'altro che rassicurante materiale informativo e ci concentriamo sul paesaggio che ci sta intorno…
In questa zona sono concentrate la maggioranza delle fumarole, dei geyser e delle sorgenti calde. Tra il Terziario e il Quaternario questo territorio è stato colpito da forti fenomeni vulcanici e da una glaciazione. In realtà tutto il parco si trova su di un altipiano a più di 2000 m proprio al centro tra due faglie della crosta terrestre che rendono questo territorio una delle zone vulcaniche più instabili del pianeta.
Questi fenomeni hanno creato uno strato di calcare e detriti vulcanici dello spessore di 600 m che ricopre il suolo. Dalle crepe e dalle fessure createsi nel calcare con il passare del tempo, fuoriesce acqua bollente, vapore e aggiungerei… anche una bella dose di fantasia!
Questi fenomeni geofisici con le loro temperature elevate bruciano la vegetazione circostante e creano nuove croste di calcare dalle forme più svariate: a volte delle vere e proprie vasche e terrazze, a volte dei piccoli coni che ricordano i vulcani o più semplicemente delle sorgenti tondeggianti che in lontananza sembrano delle semplici pozze, ma che in realtà nascondono spaccature e cunicoli che raggiungono dimensioni e profondità considerevoli.
Inoltre tutte queste formazioni calcaree assumono colorazioni differenti in base alla temperatura dell'acqua e soprattutto in base ai minerali, ai batteri e ai pigmenti colorati dei microrganismi in essa contenuti. Difficile descrivere colori e sfumature, sarebbe difficile anche trovare tutti quei colori sulla tavolozza di Kandinsky!
Al centro delle sorgenti dove le temperature sono più elevate e dove quindi non sopravvivono i microrganismi, i colori prevalenti sono l'azzurro cristallino e il bianco candido. Man mano poi che ci si allontana dalla sorgente e che l'acqua si raffredda, i colori cambiano e in base ai batteri e alle alghe presenti si trovano sfumature che e passano dal giallo, all'arancio, al marrone. In alcuni casi si trovano anche delle sfumature azzurre e verdi.
Spesso queste sorgenti gorgheggiano emettendo bolle di vapore bollente. In altri casi emettono delle vere e proprie colonne di fumo il più delle volte maleodoranti e visibili anche a grande distanza. Ogni sorgente grande o piccola che sia ha un vero e proprio fascino ipnotico che, con poca convinzione, proviamo a catturare con macchina fotografica e telecamera.
Dopo avere visitato il Norris Geyser Basin e il Lower Geyser Basin abbiamo fatto una breve sosta anche al Midway Geyser Basin che riversa le sue acque bollenti nel Little Firehole River.
Ci siamo poi diretti a visitare una delle principali attrazioni dello Yellowstone: l'Old Faithful Geyser, che tradotto significa "il Vecchio Fedele" .
Questo geyser è stato battezzato così in quanto i suoi getti di vapore e acqua si verificano puntualmente ogni ora e mezza circa. Il suo getto può arrivare fino a 54 m circa di altezza, ma noi non siamo stati fortunati e il getto d'acqua è arrivato a non più di 15-20 m. Che fregatura dopo avere aspettato quasi un ora sotto il sole a picco di mezzogiorno! Sono stati sicuramente più interessanti i geyser visti al mattino al Geyser Basin, che senza promettere niente di sensazionale ci hanno saputo sorprendere con gorgoglii, spruzzi e docce improvvise.
Con un po' di delusione a farci compagnia abbiamo salutato l'Old Faithful da noi ribattezzato il "Vecchio Babbione" e ci siamo rimessi in cammino diretti a sud est verso lo Yellowstone Lake, il lago più vasto del Nord America con i suoi 170 km di circonferenza. Lo abbiamo costeggiato sul lato occidentale fino al punto più a nord raggiungendo il Fishing Bridge dove si ritrovano tutti i pescatori di trote (per pescare però serve un permesso rilasciato dai ranger!), e per tutto il tragitto ci siamo rinfrescati con una leggera pioggerella (durante questi giorni abbiamo imparato che allo Yellowstone non si arriva a sera senza il rituale temporale pomeridiano).