San Francisco e California - Parte 5
Confronti con l'Italia e conclusioni
Devo dire però che a parte il paesaggio bellissimo che spesso si incontra, viaggiare in macchina negli Stati Uniti è meno piacevole che da noi o meglio, il sistema automobilistico americano non mi è piaciuto neanche un po'. Quando sei sulla strada, negli Stati Uniti, ti senti quasi prigioniero. Ogni strada, anche in città, è divisa in corsie, l'automobilista si sceglie la propria in base a dove deve andare. Molto spesso, specialmente per chi deve seguire una cartina o cercare un posto, non c'è la possibilità di accostare a lato, fermarsi, chiedere un'informazione. Anche cercare un piazzale per invertire la direzione, è come vincere alla lotteria. E che ne so perché? Anche se si è in un piccolo paesino, bisogna sempre andare, non è previsto che un automobilista possa accostare a destra, fermarsi. Sulle corsie delle strade americane sembra di guidare un treno: si parte si sta su una corsia e poi si arriva. Sembra che non sia prevista la sosta.
Guidare un'automobile americana, per noi europei, è come tornare bambini: quando si parte si mette la "D" (Drive) e solo quando si arriverà, anche dopo 200 chilometri, si metterà ancora mano al cambio inserendo la "P" (Parking). Ma dov'è il piacere della guida? In America non c'è.
Però alcune cose da loro dovremo propri impararle. Sin dal primo giorno gli Stati Uniti mi sono sembrati un paese molto democratico.
Allacciandomi a quello che ho appena detto, gli americani sulle strade sono molto rispettosi degli altri. Anche quando c'è traffico nessuno strombazza col clacson. Le prime volte quando arrivavo sulla corsia di destra ad un incrocio col rosso, da europeo, mi fermavo. Negli Stati Uniti, si può andare, dando solo la precedenza alle macchine che arrivano da sinistra. Io questo non lo sapevo. Stavo fermo l'incrocio ed aspettavo il verde. Ciononostante nessuno mi suonava incitandomi a partire. Anche quando procedevo lentamente cercando le indicazioni non mi sono mai beccato nessun insulto. Anni luce delle nostre abitudini automobilistiche italiane.
Democrazia, tolleranza e rispetto fra la gente. Di stranieri a San Francisco come in tutta l'America ce ne sono molti: immigrati ma anche persone nate li nei quartieri cinesi, italiani, giapponesi, che sono cresciute mantenendo spesso la lingua originaria e le abitudini del paese d'origine. Questa caratteristica ha fatto sempre degli Stati Uniti un crogiuolo di razze e culture differenti. Questa caratteristica è amplificata a San Francisco dove un abitante su quattro è asiatico. Forse la città sulla baia è un caso particolare di tolleranza e di accettazione delle diversità. Non a caso a San Francisco nel corso dei decenni sono arrivati migliaia di omosessuali da tutto il mondo richiamati dalla ben nota tolleranza californiana.
C'è un abisso con l'Italia. Il rispetto per il prossimo, non è qualcosa che si tira fuori quando parlando si vuol far vedere che si è educati. Qui il rispetto è veramente applicato, usato nei rapporti interpersonali. Poi ci sono i barboni, è vero. Anche loro sono rispettosi. Vivono la loro vita in quel modo spesso per scelta, qualche volta per il fallimento della propria esistenza. Chiedono la carità, pochi gliela fanno. Però quando qualcuno di loro si metta a far qualcosa: cantare o suonare uno strumento, sono i primi ad essere premiati dai passanti. Questa è la mentalità americana: tu se l'artefice della tua vita, nel bene e nel male, se sei finito sul marciapiede devi prendertela solo con te stesso. Se vuoi uscire da lì devi farlo con le tue forze, magari iniziando a rendere vivace il marciapiede.
In America ho conosciuto un mondo diverso, un nuovo modo di pensare che spesso in Italia arriva in modo distorto. Bisogna andarci, guardare senza preconcetti e poi giudicare.
Indubbiamente molte cosa sono migliori da noi, ma la società americana è in continua evoluzione e mutamento. C'è una mentalità molto aperta che consente di mettersi spesso in discussione accentando le culture che provengono dal resto del mondo e facendole proprie.
Questa è America, ma ogni parola non conta, il tutto va visto con i propri occhi !!!
THE END