Death Valley & Lone Pine - Parte 3
Cambiando argomento: la valle della morte è un luogo talmente estremo che molto casa automobilistiche, prima di immettere un nuovo
modello sul mercato, lo portano nella Valle della Morte e gli fanno fare avanti ed indietro diverse volte, per vedere come la
macchina si comporta con il caldo della valle stessa, e per vedere se resiste alle condizioni estreme in essa presenti: umidità
spesso ridotta al 5%, vento e sabbia dappertutto, ed altri lievi fattori che sono introvabili in altri luoghi degli States.
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Poco oltre Furnace creek si trova il famoso Golden Canyon, ovvero una gola in cui le pareti di roccia hanno un caratteristico
colore giallo oro che rendono una passeggiata al loro interno molto piacevole.
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Procedendo oltre con la macchina, avrete la possbilità di effettuare una deviazione dello Scotty's Castle. Ebbene si,
anche in mezzo al nulla della Death Valley c'è stato che aveva abbastanza soldi da buttare via da mettersi a realizzare una reggia
nella tipica forgia di un piccolo castello. Una visita al castello di Scotty vale veramente la pena, anche se il nome esatto della
reggia sarebbe Gerard's Castle, dal nome dei coniugi che ne finanziarono la costruzione. I lavori di costruzione vennero
basati da Scotty fu finanziamenti che i Gerard gli fornirono per i lavori di scavo di una non meglio definita miniera d'oro nella
Death Valley.
Ma chi era Scotty? Semplice: quello che oggi verrebbe definito il perfetto truffatore. Convinse i Gerard che nella zona si trovava
una favolosa miniera d'oro, e per avvalorare tale tesi cosegnò loro due pepite... peccato che le pepite Scotty le aveva ricevute
dalla moglie, che la stessa aveva ottenuto in omaggio nel 1901 durante una visita ad una delle miniere in cui il marito ai tempi
lavorara in Colorado... i Gerard non videro mai nessun altra pepita.
A dire il vero, seguendo le indicazioni che Scotty aveva dato per raggiungere la miniera, tracciando loro anche la mappa, si arrivava
davvero in un posto stupendo... San Bernardino, California! Scotty fu un mago nell'arte della persuasione, tanto da convincere
i Gerard a fornirgli ingenti somme per gli scavi nella miniera d'oro e per l'acquisto di tutto il materiale necessario.
Tali soldi finivano naturalmente nella reggia che Scotty si stava costruendo alle spalle dei Gerard stessi. Per quattro anni di
fila non fece altro che spedire loro una montagna di lettere e telegrammi concitati, nei quali diceva di necessitare di maggiori
capitali a causa di problemi insorti durante gli scavi...
Scotty morì nel 1954 di cancro, alla stazione del treno, mentre aspettava un ambulanza che lo portasse in ospedale... questa volta
però non tiusci ad ingannare la persona che più di tutte avrebbe dovuto ingannare, ovvero la Morte, ma comunque non prima d'essere
riuscito a far finanziare addirittura un treno che da Los Angeles raggiunse Chicago a tempo di record, e dopo aver avuto le mani
in pasta addirittura con i coniugi Johnson - che qualcuno ricorderà come essere lui stato presidente USA.
Oggi il castello di Scotty è composto di nove edifici diversi, ed è possibile visitarlo completamente tramite dei giri guidati
che vengono organizzati dai Ranger's della Death valley, e che partono a scadenza oraria nell'arco di tutto l'anno.
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Proseguendo lungo la statale 190 in direzione ovest giungerete ben presto nei pressi della formazione di dune chiamate -
e mi sembra anche logico - Sand Dunes. Qui la desertificazione ha raggiunto il suo apice, triturando ogni roccia o
sasso della zona e trasformandoli in sabbia grazie all'azione erosiva delle enormi variazioni termiche e all'azione degli agenti
atmosferici come vento, acqua e sole.
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E' possibile posteggiare la macchina in una zona riservata e poi procedere a piedi fino alle dune e camminarvi in mezzo.
Onestamente non l'ho mai fatto, perchè non è che la cosa mi interesasse molto, soprattutto dopo l'aver alle spalle 350 chilometri
in mezzo al caldo torrido della Death Valley, ma conosco persone che l'hanno fatto e che mi hanno raccontato che, se ti siedi
sulla sabbia di una duna, a qualche metro di distanza da tutti gli altri visitatori occasionali della zona, e chiudi gli occhi
concentrandoti sugli elementi della natura che ti circondano, arrivi a capire come sia sottile il filo che ci lega alla nostra vita.
Puoi trovarti a contatto con il soffice di milioni di granelli di sabbia che un tempo erano rocce imponenti, sentire il vento
secco sulla pelle che ti porta gli odori della scarsa vegetazione circostante, e senti il calore del sole sulla pelle. La prossima
volta che vado devo proprio provare.
Ripartendo con la macchina, ed una volta superata la minuscola zona di Stovepipe Wells - dove se volete avete la vostra
ultima occasione per bere qualche cosa da qui fino alla fine della vostra giornata "on the road" ricomincia la salita,
quella dura, e quindi vi consiglio di ridurre al minimo il livello dell'aria condizionata in macchina e di prepararvi a qualche...
saltello alla Starsky e Hutch!
Qui infatti si sale piuttosto in fretta verso l'uscita dalla Death Valley, ma come nel resto della valle, anche qui l'asfalto
ha più l'aspetto di essere stato gettato in forma di una riga sdraiata su dune e cunette che nessuno ha mani pensato neppure
lontanatemnte di appiattire. Per coloro di voi che intendono divertirsi un po' consiglio di aspettare di non avere davanti alcuna
macchina nell'arco di aleno quattro miglia, e di poi mettere la macchina un pelino a manetta... quando? Semplice, appena iniziano l
e improvvise depressioni nella strada, circa 8 miglia dopo Stovepipe Wells ! Avete presente l'effetto di caduta libera che si
prova sulle giostre? Bene!
Occhio a non superare le 70 miglia all'ora o rischiate di carenare sul findo e di cappottarvi in mezzo alla strada, e vi garantisco
che la polizia non vi vedrebbe certo di buon occhio.