Da Phoenix al Grand Canyon
Penso sinceramente che chiunque abbia già sentito parlare in vita sua del Grand Canyon, e sono pronto a scommetere che non sono
pochi coloro che leggeranno questa pagina che abbiano almeno una volta desiderato di visitarlo, anche solo per il gusto di
poter dire d'esserci stati.
Il Grand Canyon non resta vicino a nessuna grossa città, ed è quindi impossibili volare direttamente nei pressi dello
stesso partendo dall'Europa. Bisogna forzatamente utilizzare come meta intermedia la città di Phoenix, Arizona, crocevia della
maggior parte del traffico aereo del Sud Ovest degli States.
Phoenix, proprio come il nome stesso della città dice, è una città che è stata distrutta dal fuoco all'inizio del secolo,
e che è in seguito risorta dalle sue ceneri, ancora più sfavillante e splendida che prima della distruzione. Al giorno d'oggi,
Phoenix è una città molto vasta, che copre una superficie piuttosto grande, ed è sede di alcune delle principali multinazionali
nel campo dell'elettronica del consumo.
L'arrivo a Phoenix può rivelarsi piuttosto traumatico per il viaggiatore Europeo. Per tutto il viaggio in aereo si viene
cullati dall'aria condizionata - in aeroporto alla partenza, sull'aereo e di nuovo all'aeroporto d'arrivo. Il vero problema
sorge nel momento stesso in cui tutte le formalità doganali sono state disbrigate, si hanno recuperato i bagagli e per la
prima volta si oltrepassano le porte automatiche in vetro che delimitano la zona del ritiro bagagli dal mondo esterno all'aeroporto.
Lo sbalzo di temperatura, in estate, è imponente : si passa nella frazione di un secondo dai temperati 18 gradi degli ambienti
climatizzati ad una temperatura esterna, all'ombra, che tocca quotidianamente i 40 gradi già alle 11 del mattino. Lo shock è terrible,
e non stupitevi se per i primi 2 minuti avrete qualche difficoltà a respirare o anche solo a mettere in fila le idee nel modo
corretto: capita a tutti a 40° centigradi.
Per eseguire questo itinerario dovrete assolutamente noleggiare una vettura, in quanto sarebbe impossible utilizzare i mezzi
pubblici durante due settimane per poter effettuare tutti gli spostamenti del caso. Mi raccomando, calcolate che in questo tour
è spesso facile che dobbiate percorrere in un giorno diverse centinaia di chilometri attraverso il nulla, e per taöle motivo
condiglio vivamente di prendere a noleggio un furgone Minivan. La spesa iniziale verrà presto ricompensata da una maggior
disponibilità di spazio che i vostri passeggeri apprezzeranno moltissimo per poter schiacciare un pisolino durante le lunghe
trasferte e di cui vi saranno grati.
Inoltre, due settimane a spasso per il deserto implicano la quasi assoluta necessità di sempre avere a disposizione qualche
cosa da bere. Per ciò che mi concerne, ho sempre ovviato a questo problema effettuando un piccolo "shopping preventivo". Recatevi
nel primo Wal Mart o Sears (due grosse catene di supermercati USA) ed acquistate una borsa frigorifera delle
dimensioni necessarie a contenere almeno due lattine ed un frutto fresco per ogni componente del viaggio, nonchè la necessaria
dose di ghiaccio per la giornata.
Sono venti dollari veramente ben spesi: mnalgrado l'aria condizionata sempre accesa e disponibile, il clima estremamemte secco
e caldo del deserto v'impone d'ingerire almeno due litri di liquidi al giorno per persona. Fermarvi in continuazione ad un bar o
un ristorante non è possibile vista l'enorme perdita di tempo, l'impossibilità di trovare da bere dappertutto, e non da ultimo
quello che vi verrebbe a costare fermarvi a bere al ristorante ogni due ore.
Qualunque negozio o distributore di benzina del Sud Ovest vende i famosi sacchetti di ghiaccio che avrete sicuramente notato nei
vari film e telefilm, al modico prezzo di un dollaro per 5 chili di ghiaccio. Ogni mattina, prima di partire, scolate l'acqua
accumulatasi dallo scioglimento del ghiaccio dfel giorno precedente, comperate un sacchetto di ghiaccio al distributore al quale
vi fermate a fare benzina, e vsersatelo nella frigoborsa. Metteteci poi dentro bottiglie d'acqua minerale, Coca Cola, e
qualunque altra bevanda, e non dimenicate un paio di mele, ed eccovi pronti ad affrontare le zone desertiche
dell'Arizona e del Nevada.
Questo itinerario si basa preponderantemente sulla natura, e quindi non ci si ferma a dormire a Phoenix, ma si parte
immediatamente in autostrada in direzione di Flagstaff, La nostra meta per la vostra prima giornata di viaggio. Uscendo
dall'aeroporto, imboccate l'autostrada 17 direzione Nord (credo che all'aeroporto è prima indicata come 17 East e dopo
due miglia diventa 17 Nord) e percorretela guardandovi intorno meravigliati - eccetto il conducente, che è meglio se guarda la
strada - fino a qaundo, dopo un paio d'ore, giungerete alla deviazione per la statale 179 Nord. Imboccate la 179 Nord e
proseguite fino a giungere a Sedona.