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I roommates: se li conosci non ti uccidono
Avete presente Forrest Gump quando va in stanza con Jenny che gli fa delle avances mentre la sua roommate (ovvero compagna
di stanza) dorme, o meglio, finge di dormire, e Jenny dice che le è antipatica?
I rommmates americani in genere non sono mostri di simpatia. Specie se siete on campus con tutta probabilità incapperete
in matricole che per il primo anno sono obbligate a stare negli alloggi dell’università.
Vista la diversa formazione culturale, può capitare che nascano malintesi o incomprensioni. La BU vi darà uno dei primi giorni
un libro che contiene anche il decalogo del compagno di stanza. Prendetelo per quello che è, cioè una tipica manifestazione
di buona volontà americana, e armatevi di pazienza e tolleranza.
Il roommate può essere un amico, ma se le abitudini diverse costituiscono una fonte di disagio, non lasciate correre.
Parlatene chiaramente con lui e spiegategli le vostre ragioni, gentilmente, ma fermamente. Se non vi ascolta, rivolgetevi
al Residence Assistant (universalmente noto come RA) presente in ogni edificio. Se proprio non vi trovate bene,
entro un mese avete possibilità di cambiare alloggio.
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