All Star Game 2003
di Angelo
Alcuni,con un eccesso di nostalgia,lo hanno definito
"The last one".Tranquilli,l'anno prossimo la partita delle stelle
ritornerà,ma quello di Atlanta resterà nella storia come l'ultimo All Star Game
giocato dal più grande di sempre,l'ormai quarantenne Michael Jordan.Ed infatti
la festa è tutta per lui,in un'atmosfera magica in cui la partita passa in
secondo piano,tra pianti di commozione,standing ovations ed un pò di malcelata
invidia.
L'atmosfera è quella classica degli appuntamenti dello
sport a stelle e strisce:vip a bordo campo(Janet Jackson su tutti),inno USA
strappalacrime performed by Martina McBride,intervallo con l'esibizione di
Mariah Carey dedicata ad "Air",che pur non nascondendo l'emozione si
lancia in un discorso che ha il sapore del passaggio di testimone,in cui elenca
i suoi possibili eredi tra quelli presenti in campo.Cosi' per una volta l'All
Star Game,generalmente stracciato nell'interesse e negli ascolti tv dal Superbowl
si riscatta offrendo uno spettacolo nello spettacolo,che difficilmente troverà
eguali in futuro.
Non è tutto rose e fiori,però.Già perchè il nostro buon
vecchio Michael non ha diritto ad un posto in prima squadra non avendo ricevuto
abbastanza voti,e durante la settimana s'è aperta una gara tra le stelle di
oggi,McGrady ed Iverson,per cedere il posto a Sua Maestà.Dal coro si era però
escluso la stella dei Toronto Raptors Vince Carter,che alla fine schiacciato da
enormi pressioni si autoesclude dal quintetto e rimane in panchina con la
faccia di chi medita un omicidio.Finalmente si inizia.
La partita fa subito capire che le stelle dell'ovest
hanno voglia di rovinare la festa organizzata per Jordan,in particolare con uno
statuario Kevin Garnett che a fine gara mette a segno 36 punti e torna a casa
col trofeo dell'MVP.Shaq e Kobe nel primo tempo non fanno faville cosi' l'est
prende un discreto vantaggio guidati dai fenomeni Iverson&McGrady,Jordan
inizialmente è vittima dall'emozione ed entrerà in partita solo più tardi.La storia della partita sembra
scritta apposta per festeggiare:alla fine del primo tempo supplementare Jordan
segna il punto che illude l'est della vittoria,ma due liberi di Bryant che
proprio non ci sta mandano la partita al secondo overtime(mai successo prima in
un All Star Game)in cui l'ovest prende il largo meritatamente.
Come sempre accade nella partita delle stelle,il
risultato finale conta meno dello spettacolo offerto;su tutti il terzo quarto
giocato dall'ovest con O'neal,Yao Ming,Garnett e Duncan tutti assieme(!!),le
devastanti penetrazioni di Iverson o le geniali giocate di Jason Kidd dal New
Jersey per l'est.A deludere è il solo Carter che,in polemica con il
mondo,dimostra di non meritare del tutto la fama che si è costruito negli
ultimi tempi.Air chiude con la soddisfazione di superare Jabbar nella
classifica dei bomber dell'All Star Game(262 contro 251).
Alla fine(155-145 per l'ovest) si assiste alla
premiazione di un mostruoso Garnett,agli ultimi saluti a Jordan e
all'appuntamento per l'anno prossimo.
No,questo non è stato "the last one",ma
dall'anno prossimo,questo sì,ci sarà un vuoto nella partita delle
stelle.Incolmabile.