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Hip Hop & NBA
Qualcuno di voi si sarà chiesto qualche volta cosa fanno i giocatori NBA durante la off season, ovvero il periodo morto tra la fine della stagione e l'inizio della successiva.
Com'è ovvio pensare quasi tutti si tengono in forma o cercano di migliorare gli aspetti più carenti del loro gioco, oltre a fare anche un po' di vacanza; altri invece si occupano dei loro
hobby.
Vi chiederete cosa c'è di interessante. Beh, si dà il caso che stelle del calibro dell'Mvp Allen Iverson, o dei bi-campioni
O'Neal e Bryant, smettano canotte e calzoncini e indossino pantaloni larghi, enormi maglie da football, cappellini da baseball o bandane e si dilettino dietro ad un microfono a fare del buon
rap. Oddio, buono a seconda dei casi.
Il rapporto fra musica rap e basket non è certo una novità, soprattutto per ragazzi di colore: quella è la loro musica, il modo per raccontare storie dal ghetto e per stare lontani dai rischi e dalle tentazioni della strada.
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Ecco
un inedito Shaquille O'Neal in versione rapper. Noi,
veramente, lo preferiamo su un campo da basket...
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Il rap fa da sottofondo alle interminabili e accesissime sfide dei playground ed è normale che il 99.9 % dei giocatori
NBA lo ascolti (fa eccezione Karl Malone noto appassionato di musica country).
Il passo successivo è breve: a volte spinti da pura passione o
divertimento, a volte dal desiderio di farsi pubblicità o per
semplice business, alcuni giocatori decidono di lanciare sul mercato
dei loro album hip hop, nei quali si trovano a duettari con veri e
propri monarchi del genere.
Il primo a provare un'esperienza del genere è stato Shaq:
l'Mvp delle ultime finali, noto per la sua naturale predisposizione
per lo spettacolo, ha pubblicato ben 4 album, alcuni dei quali hanno
ottenuto un discreto successo.
Il rap di Shaq è molto "party", festoso, come del
resto è il carattere di O'Neal, ma bisogna dire che il centro dei
Lakers non se la cava male al microfono. Ben diverso è il giudizio
per le prove di Kobe Bryant.
Diciamo, per usare un eufemismo, che l'ex giocatore della Lower
Merion High, non ripete le gesta fenomenali che compie sul parquet,
nonostante collaborino con lui personaggi del calibro di Dr.Dre,
Nas, Destiny's Child, Scarface e Ice Cube.
Poi l'immagine di Kobe non convince, è troppo un bravo ragazzo per
aver successo come rapper. Le stesse recensioni di Vibe e Source,
autorevoli magazine Hip Hop, lo hanno stroncato.
Anche Chris Webber ha prodotto da solo un album rap, purtroppo
difficilmente reperibile. L' unico pezzo in nostro possesso è "Gangsta
Gangsta" con il duetto di Kurupt dei Dogg Pound; bisogna
dire che non è male e che Chris, che si fa chiamare C-Webb, ha una
bella voce e stile.
Ultimo in ordine di tempo è stato Allen Iverson. Uscito con
il singolo "40 bars" e lo pseudonimo di Jewelz, ha
creato scandalo e polemiche la scorsa estate per le rime hardcore e
politicamente scorrette, molto diverse da quelle degli altri
colleghi giocatori.
Iverson ha fatto ovviamente un disco in puro stile Hapton:
pistole, sparatorie, minaccie a omosessuali, storie di essere un
duro o meno e così via. Lasciando da parte i contenuti, i tre pezzi
ascoltati da me non sono malvagi, anche se le produzioni musicali
sono molto scarne.
Iverson, pardon Jewelz è bravo, ha talento e fa figure migliori dei
già citati colleghi. Inoltre Allen ha molte amicizie vere nel mondo
Hip Hop; infatti il rapper newyorkese Fat Joe (grande amico anche di
Marbury) era fra gli invitati del matrimonio di The Answer dello
scorso Luglio.
I punti di contatto fra musica rap e NBA non sono solo questi
però: infatti sempre più spesso i rapper invitano nei loro video
cestisti famosi e li fanno recitare.
Si può quindi vedere C-Webb invitare a ballare Foxy Brown,
consigliata da Marbury sul da farsi, oppure Gary Payton e J.R Rider
ballare nel video di "Nah Nah Nah" del loro concittadino
(di Oakland) E-40.
Proprio E-40 era stato al centro di una polemica con Rasheed
Wallace qualche anno fa per alcune dichiarazioni del giocatore dei
Blazers sui rapper della West Coast. E-40 era così arrabbiato da
rispondere a Sheed con le rime taglienti di "Record
Haters": lo stesso Wallace tra l'altro conduce un programma
radiofonico rap dal titolo RAW in una stazione radio di
Portland.
L'ultima, ma solo in ordine di tempo, apparizione si star NBA in
video rap, è quella di Shaq con P.Diddy (il nuovo nome di
Puff Daddy).
Il rapper, indossando la maglia numero 34 dei Lakers, sfida a basket
tre ragazzi bianchi, a patto che possa giocare anche il suo amico
Shaq.
Inizia la sfida, palla a Diddy che fa partire un semplice passaggio
no-look per O'Neal che schiaccia a due mani travolgendo gli
avversari. I due si danno un doppio cinque alto e se ne vanno
ballando a tempo di musica.
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